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Regione Piemonte: modifiche meno costose per gli edifici

lentepubblica.it • 3 Marzo 2015

Evitare il consumo di suolo, rendere meno costosi gli interventi di modifica degli edifici esistenti, promuovere l’efficienza energetica e snellire i procedimenti di autorizzazione. Sono alcune delle novità varate in Piemonte con il ddl in materia di semplificazione. Eccone qualche breve accenno.

 

Art. 28
(Disposizioni in materia di concessioni ad uso energetico)

1. Fermi restando i criteri previsti dai regolamenti regionali in materia di rilascio della concessione di derivazione di acqua pubblica, nel caso di uso energetico tra più domande concorrenti a parità di condizioni è preferita quella volta a soddisfare il fabbisogno energetico utile all’esercizio delle attività produttive del richiedente.

2. La concessione di derivazione volta prevalentemente a soddisfare il fabbisogno energetico utile all’esercizio di un’attività produttiva, non può essere autonomamente oggetto di trasferimento di utenza e decade automaticamente in caso di cessazione definitiva dell’attività produttiva cui è asservita.

 

NORME AMBIENTALI

 

Art. 29

(Delega alla Giunta regionale in materia di autorizzazione unica ambientale)

1. La Giunta regionale è delegata ad approvare uno o più regolamenti per l’attuazione del regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59 (Regolamento recante la disciplina dell’autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, a norma dell’ articolo 23 del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, con particolare riferimento all’articolo 3, comma 2 del medesimo regolamento, che consente alle regioni di individuare ulteriori atti di comunicazione, notifica ed autorizzazione in materia ambientale che possono essere ricompresi nell’autorizzazione unica ambientale.

2. I regolamenti di cui al comma 1 sono approvati, sentita la competente commissione consiliare, nel rispetto dei seguenti criteri e principi direttivi:

a) semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese;
b) riduzione degli oneri amministrativi;
c) accorpamento degli atti abilitativi in materia ambientale;
d) rispetto dei tempi di conclusione dei procedimenti.

 

 

CONSUMO DEL SUOLO

 

La compensazione di cui al comma 4 non è dovuta per gli interventi di trasformazione delle aree boscate:

a) interessanti superfici inferiori ai 500 metri quadrati;
b) finalizzati alla conservazione del paesaggio o al ripristino degli habitat di interesse comunitario, se previste dagli strumenti di gestione o pianificazione di dettaglio vigenti;
c) volti al recupero a fini produttivi per l’esercizio dell’attività agro-pastorale, di boschi di neoformazione insediatisi su ex coltivi, prati e pascoli abbandonati da non oltre trent’anni;
d) per la realizzazione o adeguamento di opere di difesa dagli incendi, di opere pubbliche di difesa del suolo, di viabilità forestale in aree non servite, se previsti dagli strumenti di gestione o pianificazione di dettaglio vigenti.

 

Le violazioni alle disposizioni della presente legge e dei suoi regolamenti attuativi sono soggette alle seguenti sanzioni amministrative pecuniarie, fatta salva l’applicazione di sanzioni amministrative e pene previste da altre norme statali e regionali:

a) da 50,00 euro a 500,00 euro per l’esecuzione di interventi selvicolturali senza che sia stata presentata la prescritta comunicazione;
b) da un decimo all’intero valore delle piante tagliate, con un minimo di 100,00 euro, per l’esecuzione di interventi selvicolturali senza la prescritta autorizzazione;
c) da una a quattro volte il valore delle piante tagliate o del danno causato per chi, nel corso dell’esecuzione di interventi selvicolturali, tagli o danneggi piante o arrechi altri danni, in violazione alle disposizioni del regolamento forestale, o in difformità alla pianificazione, alla comunicazione o al progetto approvato o alle prescrizioni imposte dall’ente competente;
d) nel caso di violazione dei divieti previsti dall’articolo 20, l’importo della sanzione prevista alla lettera è raddoppiato;
e) da 200 euro a 1.200 euro ogni 1000 metri quadri o loro frazione per chi, nel corso di altri interventi, provochi lo sradicamento, il taglio o il danneggiamento di piante in difformità da quanto previsto dal regolamento forestale;
f) da 5,00 euro a 50,00 euro ogni 100 metri quadri, con un minimo di 100,00 euro, per la mancata sistemazione dei residui di lavorazione nelle tagliate e per il mancato o ritardato sgombero dei prodotti del taglio, in modo difforme alle disposizioni del regolamento forestale;
g) da 5,00 euro a 50,00 euro a metro lineare per l’apertura di vie di esbosco in modo difforme alle disposizioni del regolamento forestale;
h) da 500,00 euro a 1.500,00 euro per le installazioni di gru a cavo e fili a sbalzo o per la loro mancata rimozione, in modo difforme alle disposizioni del regolamento forestale;
i) da 300,00 euro a 3.000,00 euro per l’uso illecito del martello forestale;
l) da 350 euro a 1.500 euro ogni 1000 metri quadri o loro frazione, nel caso di trasformazione del suolo forestale in altra destinazione d’uso senza la prescritta autorizzazione o in difformità dalla stessa. La medesima sanzione si applica per la mancata esecuzione degli interventi compensativi o per il mancato pagamento del relativo corrispettivo monetario;
m) da 5,00 euro a 50,00 euro ogni 10 metri quadri o frazione di superficie forestale per danni arrecati al terreno, alla rinnovazione o al sottobosco in violazione al regolamento forestale;
n) da 5,00 euro a 20,00 euro per ciascuna ceppaia radicata nel bosco ceduo e nella componente a ceduo del governo misto danneggiata durante l’esecuzione dell’intervento.

 

 

 

EDILIZIA E URBANISTICA

 

Art. 44

(Interventi per la valorizzazione e l’alienazione del patrimonio immobiliare regionale)

1. Ai fini della valorizzazione e dell’alienazione del proprio patrimonio immobiliare, qualora non sia sufficiente il ricorso al permesso di costruire in deroga di cui all’ articolo 14 del Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), la Regione Piemonte adotta il piano delle alienazioni e valorizzazioni, ne verifica la conformità con gli strumenti di pianificazione territoriale e paesaggistica e lo propone al Comune per l’adozione delle relative varianti urbanistiche, comprensivo dei relativi elaborati, secondo quanto previsto all’ articolo 58 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133 (Conversione in legge con modificazioni del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria).

2. La variante non può in alcun caso ridurre la dotazione complessiva di aree per servizi, al di sotto della soglia minima prevista dalla presente legge e dalle normative di settore interessate.

3. La deliberazione comunale di adozione della variante urbanistica è pubblicata sul sito informatico dell’ente per quindici giorni consecutivi. Nei successivi quindici giorni chiunque può presentare osservazioni e proposte nel pubblico interesse. Contestualmente alla pubblicazione la variante è trasmessa agli enti competenti per il rispetto delle tutele di natura storico-artistica, archeologica, architettonica e paesaggistico-ambientale che si esprimono entro trenta giorni. Nel caso la variante sia da sottoporre al procedimento di VAS la medesima è trasmessa altresì ai soggetti competenti in materia ambientale che si esprimono nei medesimi trenta giorni. Decorso tale termine, anche in assenza di trasmissione dei predetti pareri e tenuto conto delle osservazioni pervenute e del procedimento di VAS, l’amministrazione comunale approva la variante entro i successivi 30 giorni.

 

 

Consulta il documento completo: Regione Piemonte – Semplificazioni

 

 

 

FONTE: Regione Piemonte

 

 

 

 

regolamento edilizio

 

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