Rifiuti: quali sono i sacchetti adatti per l’organico?

lentepubblica.it • 3 Dicembre 2014

Le problematiche relative alla gestione e lo smaltimento dei rifiuti urbani rappresentano una delle grandi priorità ambientali dei nostri tempi poiché coinvolgono tutti gli ambiti sociali e territoriali, dalle campagne al tessuto urbano.

Nel 2008 l’Unione Europea ha promulgato la direttiva quadro sui rifiuti che sancisce la nascita di una “società del riciclaggio“, ovvero di un contesto sociale che cerchi di minimizzare la produzione di rifiuti e lavori per sviluppare il ri-utilizzo dei materiali conferiti.

Da questo concetto nasce la necessità di promuovere e facilitare la raccolta differenziata delle varie frazioni che compongono i rifiuti solidi urbani. La raccolta differenziata della frazione organica (umido) assume un’importanza strategica ai fini della sostenibilità ambientale della gestione dei rifiuti, per i seguenti motivi:

– massimizza il recupero/intercettazione dei materiali reciclabili che altrimenti sarebbero sporchi di sostanza organica e spesso non più recuperabili.

– riduce notevolmente il peso della frazione indifferenziata da gestire. L’organico rappresenta una percentuale a peso tra il 30-40% del totale dei rifiuti.

– riduce decisamente la pericolosità dei rifiuti quando conferiti in discarica in termini di percolati ed emissioni di gas metano in atmosfera.

– riduce l’energia necessaria ad incenerire la frazione indifferenziata in quanto secca.

– riduce i costi di smaltimento poiché il conferimento in compostaggio costa circa la metà rispetto al conferimento in discarica o l’incenerimento.

– consente la produzione di compost dai rifiuti. Il compost è un ammendante per i terreni agricoli.

– consente la chiusura del circolo del carbonio, dalla terra alla terra.

 

L’uso del sacco biodegradabile e compostabile certificato in Mater-Bi (destinato soprattutto all’utilizzo per i contenitori raccolta differenziata) risulta essere uno strumento irrinunciabile per una raccolta differenziata della frazione organica di qualità. La direttiva conferisce agli stati membri la libertà di adottare misure specifiche riguardo alla frazione organica.

Grazie alla sensibilità delle amministrazioni locali, l’Italia è all’avanguardia nello studio di soluzioni che ottimizzano costi e risultati dei sistemi di gestione integrata dei rifiuti urbani. Il modello italiano è diventato un importante punto di riferimento a livello internazionale.

 

 

FONTE: Associazione dei Comuni Virtuosi

 

 

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