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Rifiuti: perché l’italia non riesce a riciclare come gli altri paesi UE?

lentepubblica.it • 9 Agosto 2016

rifiuti, differenziataPerché l’Italia non riesce a riciclare come gli altri paesi?

 

Lettera aperta al Ministro Galletti

 

L’Associazione Comuni Virtuosi riunisce amministratori appartenenti a diverse aree politiche, in particolare PD e M5S. Amministrazioni che condividono alcuni valori assoluti: tutela del territorio e dell’Ambiente.

 

Riteniamo, quindi, di poter commentare in maniera oggettiva – lontani da propaganda e legittime strumentalizzazioni – le dichiarazioni del Ministro Galletti sull’emergenza Roma, una situazione emblematica della gestione dei rifiuti nell’intero paese.

 

In Italia viviamo una situazione paradossale: la convivenza di eccellenze assolute (il distretto di Treviso, il cuneese, ma anche Salerno e tantissimi Comuni Virtuosi sparsi per lo stivale) e di situazioni disastrose in Lazio, in Calabria e in Sicilia.

 

Il Ministro propone una soluzione industriale: incenerimento e raccolta differenziata, mentre ci saremmo aspettati un’analisi delle eccellenze per sostenerle e “copiarle”. Appare anche paradossale che l’unico problema di Roma sia la mancanza di comunicazione tra la Sindaca e il Ministro.

 

Noi siamo fortemente contrari alla costruzione di nuovi inceneritori per una serie di motivi oggettivi:

 

– un inceneritore ipoteca il futuro, assume che nei prossimi trenta anni vi sia la disponibilità di materia per alimentarlo. Un’assunzione errata, poiché negli ultimi dieci anni il materiale indifferenziato è diminuito radicalmente in tutti i territori in cui si è diffusa la raccolta differenziata, e perché gli impianti esistenti hanno una enorme sovra capacità.

 

– il bilancio energetico di un inceneritore è negativo rispetto al recupero di materia. L’energia risparmiata riciclando è da 2 a 6 volte superiore a quella ottenuta portando lo stesso oggetto a incenerimento.

 

– Le materie prime sono finite (in tutte le accezioni), quindi è necessario promuovere raccolta differenziata di qualità e disincentivare l’incenerimento. Già oggi (in futuro si prevede una quota inferiore) le analisi merceologiche dicono che il materiale immesso a consumo e non riciclabile è pari al 5%, incenerire il 35% di materiale, significa sprecare materia prima.

 

– I costi di gestione della raccolta differenziata e incenerimento sono superiori a quelli del riciclo in diretta conseguenza del bilancio energetico e della crisi di materia prima.

 

Il Ministro chiede proposte alternative. Eccole, le abbiamo formulate un paio di anni fa e non abbiamo ricevuto nessuna risposta…

 

Il Direttivo dell’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi

Fonte: Associazione dei Comuni Virtuosi
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