Settore tessile per la sostenibilità: nuove aziende aderiscono a DETOX

lentepubblica.it • 17 Marzo 2016

To highlight the company's continuous failure to eliminate hazardous chemicals like PFCs (poly- and per-fluorinated compounds) from their weatherproof products, GP Italy conduct an action at The North Face store in Milan. PFCs are hazardous and persistent chemicals, dangerous to human health and the environment, and they have been found in the products of leading outdoor brands including The North Face. These brands keep using PFCs to make their gear waterproof despite their claims of sustainability and love for nature. Attivisti di Greenpeace sono entrati in azione questa mattina a Milano, al negozio “The North Face” in Galleria San Carlo, per protestare contro l’uso di sostanze chimiche pericolose nella produzione di abbigliamento e accessori da parte del marchio statunitense. Gli attivisti hanno condotto un’azione dimostrativa impiegando coriandoli rossi –simbolo dei composti PFC – all’interno e davanti al negozio del noto marchio.

Continua la rivoluzione del tessile, per una moda pulita e priva di sostanze tossiche. Cinque aziende tessili italiane hanno sottoscritto l’ impegno Detox di Greenpeace, lo standard più elevato per la gestione delle sostanze chimiche nelle filiere produttive. Taroni (produttore di seta), Mabo (produttore di bottoni), Cotonificio Olcese (produttore di filati),Fellicolor (tintoria filati e tessuti) e Itaclab (trattamento e finissaggio capi di abbigliamento) si aggiungono così ai 34 marchi internazionali e alle venti aziende del distretto tessile di Prato che hanno recentemente sottoscritto l’impegno Detox.

 

Queste cinque aziende hanno già eliminato dalle proprie filiere produttive otto degli undici gruppi di sostanze prioritarie, come ad esempio coloranti azoici e ritardanti di fiamma, alcune delle quali collegate a numerose patologie gravi, e fissato delle precise scadenze per la completa eliminazione degli altri gruppi di sostanze chimiche pericolose.

 

Questo impegno conferma, ancora una volta, che è già possibile produrre in modo sostenibile e competitivo senza far ricorso a sostanze tossiche.

 

Queste realtà produttive rappresentano i veri leader della rivoluzione Detox della moda italiana, tanto da far sembrare “vintage” l’iniziativa promossa di recente dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e sostenuta da marchi come Gucci, Prada, Versace ed Armani.

 

Nelle scorse settimane la Camera Nazionale della Moda Italiana, l’associazione di cui fanno parte i più importanti marchi nazionali del settore, ha presentato le Linee Guida sui requisiti eco-tossicologiciper gli articoli di abbigliamento, pelletteria, calzature e accessori.

 

Questo documento è un primo passo e una presa di coscienza del problema delle sostanze tossiche e pericolose nelle produzioni tessili e dell’abbigliamento. Ma certo non risponde in modo adeguato all’emergenza ambientale causata, in larga misura, dal settore del tessile e della moda.

 

L’approccio della Camera della Moda è anacronistico e datato, perché parte dai prodotti finiti e non dalle filiere produttive, tollerando in tal modo l’inquinamento da sostanze tossiche generato nelle varie fasi di lavorazione.

 

Ecco gli impegni presi dalle aziende

 

 

http://www.taroni.it/il-nostro-impegno-per-una-moda-libera-da-sostanze-chimiche-pericolose/

 

 

http://mabo.it/it/detox-commitment

 

 

http://www.cotonificioolcese.it/GP/detox.html

 

 

http://www.itaclab.com/DetoxItacLabLeader.html

 

 

http://www.fellicolor.com/detox/campagna.html

 

 

Fonte: Greenpeace Italia
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