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Stato delle cose e prospettive dell’ambiente in Europa

lentepubblica.it • 9 Marzo 2015

Il commissario per l’Ambiente Karmenu Vella insieme al direttore esecutivo dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), Hans Bruyninckx, ha presentato la nuova Relazione sullo Stato dell’Ambiente Europeo (SOER 2015) dal titolo “L’ambiente in Europa – Stato e prospettive nel 2015”.

Il SOER 2015 è composto da due relazioni e numerose sessioni informative, tra cui la “Relazione di sintesi” e la relazione “Valutazione delle macro-tendenze globali”.

Nel rapporto si trova una valutazione quinquennale integrata sullo stato, le tendenze e le prospettive dell’ambiente in Europa. Per questa iniziativa, l’EEA ha collaborato strettamente con la Rete europea d’informazione e di osservazione in materia ambientale (EIONET) e con i servizi della Commissione Europea. Per l’Italia i lavori sono stati coordinati dall’Ispra in accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

La relazione include valutazioni e dati a livello globale, regionale e nazionale, oltre ad analisi comparative tra vari paesi e trasmette alcuni messaggi chiave per migliorare la situazione ambientale europea.

I dati delineano una situazione almeno in parte positiva: attualmente i cittadini europei usufruiscono di aria e acqua più pulite, si è ridotto il quantitativo di rifiuti destinati alle discariche ed un maggior numero di risorse viene avviato al riciclo. Tuttavia, l’Europa è ancora lontana dal raggiungimento degli obiettivi ambientali fissati per il 2050, soprattutto per quanto riguarda i problemi legati alla biodiversità e ai cambiamenti climatici. Infatti, come evidenzia la relazione, sono necessarie politiche più ambiziose che rispondano alla natura sistemica di molti problemi ambientali.

Le politiche ambientali e climatiche dell’Europa hanno fornito benefici sostanziali, migliorando l’ambiente e la qualità della vita, dando impulso al contempo all’innovazione, alla creazione di posti di lavoro e alla crescita. Nonostante questi successi, l’Europa si trova ancora a dover affrontare una serie di sfide ambientali in costante aumento. Risolverle richiederà modifiche fondamenta.

 

 

 

 

FONTE: ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

 

 

 

 

 

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