TAP, a Lecce la procura indaga su contaminazione delle falde acquifere

lentepubblica.it • 18 Dicembre 2018

tap-lecce-procura-indagaTAP, a Lecce la procura indaga su persone e società che avrebbero contaminato le falde acquifere della zona limitrofa al progetto.


Presunti reati di natura ambientale sono stati compiuti nei cantieri in cui sono in corso i lavori che consentiranno l’arrivo del gas azero.

 

La procura di Lecce ha notificato un avviso di conclusione delle indagini a 15 persone e alla società che sta realizzando il gasdotto Tap per presunti reati di natura ambientale compiuti nei cantieri in cui sono in corso i lavori che consentiranno l’arrivo in Europa del gas azero. Tra le 15 persone sottoposte a indagini ci sono Michele Mario Elia, 72enne country manager di Tap, Gabriele Paolo Lanza, 55enne project manager di Tap, la società oltre a rappresentanti delle aziende che stanno svolgendo i lavori in appalto.

 

Secondo quanto si legge nelle sette pagine dell’avviso, firmate dal procuratore capo di Lecce Leonardo Leone De Castris e dal sostituto Valeria Farina Valaori, nel corso dei lavori sarebbero stati compiuti reati ambientali sia in località Le paesane sia a San Foca, nel comune di Melendugno (Le), dove ci sarebbe stata un inquinamento della falda dovuto ai lavori di scavo e impermeabilizzazione per la costruzione del microtunnel.

 

“Gli indagati – si legge nel dispositivo della procura a pagina tre – in cooperazione tra loro nel corso della realizzazione delle opere autorizzate, cagionavano una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili della sottostante falda acquifera, contaminandola con sostanze pericolose tra le quali nichel, manganese, arsenico, azoto nitroso e cromo esavalente la cui presenza veniva riscontrata in concentrazioni superiori alla concentrazione soglie di contaminazione”. Gli indagati hanno “facoltà, entro il termine di venti giorni di presentare documenti e memorie” o “di presentarsi per rilasciare dichiarazioni spontanee o chiedere di essere sottoposto a interrogatorio”.

Fonte: Agenzia DIRE (www.dire.it)
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