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Terra dei Fuochi: modello EXPO per le bonifiche

lentepubblica.it • 10 Marzo 2015

Galletti: regole durissime contro gli “ecofurbi ” Ecoreati, la Camera approvi senza modifiche.

Non accetto nessu­na sottovaluta­zione del dram­ma della “terra dei fuochi”. Non lo accetto. Dico però che oggi siamo in grado di dire che i prodotti che vengono da quell’area, che preferisco chia­mare col suo nome “terra di lavoro”, sono sani. Parlo an­che a quei commercianti di Sanremo che hanno messo dei cartelli odiosi in occasione del Festival. Queste cose non le voglio più vedere!». Così il mi­nistro dell’Ambiente, Gian Lu­ca Galletti replica nettamente ai “riduzionisti” che, dopo la pubblicazione del decreto coi primi dati sul monitoraggio sui terreni inquinati, avevano par­lato di ingiustificabile allarmi­smo.

Ma difende anche la buo­na economia locale. Però, in­siste Galletti, «con serietà e re­sponsabilità aggiungo che il problema in quell’area c’è an­cora, i roghi di notte ci sono ancora. E le bonifiche sono an­cora tutte da fare». Ma annun­cia che «entro 15 giorni saran­no approvate le “linee guida” per le bonifiche previste dal decreto 136 del 2014» e, per evitare nuovi affari di camorra e “ecofurbi”, «insieme a Can­tone applicheremo delle rego­le molto stringenti, come quel­le per l’Expo. Ma penso che con la legge sugli ecoreati ab­biamo già dato un segnale molto importante. Oggi final­mente chi inquina va in gale­ra». Una legge che dopo il “via libera” del Senato ora deve tor­nare alla Camera che, afferma il ministro, «mi aspetto la ap­provi così com’è, senza modi­fiche». E se si vorrà eliminare la modifica introdotta, col pa­rere contrario del governo, del divieto della tecnica delle e-splosioni in mare per la ricer­ca di idrocarburi (air gun), «lo si faccia eventualmente con un altro provvedimento». Ministro perchéc’èvoluto co­sì tanto per avere gli ecoreati, una legge importante? Per anni c’è stata una sottova­lutazione di tutti i problemi ambientali che poi ci sono e-splosi in mano. E poi teniamo presente la difficoltà oggettiva del Parlamento a fare le leggi di qualsiasi tipo.

Hai avuto pressioni per far “ammorbidire” la legge?
Come capita sempre, ci sono state posizioni anche molto di­vergenti. Ma ho colto una ma­turità da parte del Parlamen­to che mi ha fatto molto pia­cere.

C’è stato bisogno di Eternit e Bussi. Giustizia negata…
Assolutamente sì. L’allunga­mento dei termini di prescri­zione che il ddl contiene va proprio nella direzione di far in modo che non accada più. Sembra però che in campo ambientale si vada avanti di­sordinatamente. Come per i fondi per i militari nella “ter­ra dei fuochi”, prima scom­parsi e poi ritrovati. Non si po­teva farlo meglio subito? C’è una complessità nella pubblica amministrazione e nelle leggi che finisce per com­plicare anche le cose facili. C’è il paradosso che troppe leggi finiscono per non tutelare l’ambiente. Preferirei averne meno ma chiare. È la strada che stiamo provando a pren­dere anche a costo di critiche. Semplificare non vuol dire ab -bassare la guardia. Bene le leggi, ma poi ci sono i soldi per il risanamento?

Non sempre è una questione di mancanza di risorse. Alcu­ne volte è la mancanza di re­gole applicabili con facilità o di programmazione. Come per il dissesto idrogeologico… Che dopo i nuovi morti rima­ne uno dei temi più dram­matici.
I soldi in parte c’erano da tem­po. Avevamo 2,3 miliardi pron­ti per essere spesi ma blocca­ti. Con le semplificazioni oggi più di un miliardo è cantiera-to.. Certo ci vorrebbe molto di più, ma c’è anche un proble­ma di semplificazione e pro­gettazione.

Tira le orecchie alle regioni?
Assolutamente. Io sono di­sponibile a dare le risorse ma prioritariamente alle regioni che dimostrano di saperle spendere bene e in fretta. A proposito di Regioni, che di­ce della scelta della Campa­nia di promuovere la squadra del Napoli per rilanciare il ter­ritorio? Non era meglio spen­dere per sostenere il pomo­doro o la mozzarella? Non voglio dare un giudizio sulle politiche delle regioni. L’impegno che prendo è di andare avanti con i tempi che ci siamo dati. So benissimo, e lo dico con estrema serietà e re­sponsabilità, che lafase dimo­nitoraggio ha richiesto più tempo di quello previsto nella legge, ma oggi siamo in un per­corso ben definito che ci por­terà a fare le bonifiche in tem­pi medi. Mi impegno a trova­re le risorse necessarie. È una priorità per il Paese. Ma sarei un irresponsabile se dicessi che da qui a tre mesi abbiamo risolto tutto.

Intanto in quelle terre si con­tinua a morire.
Ho parlato col ministro della Salute Lorenzin. È determina­ta e ha stanziato risorse per portare avanti gli screening sa­nitari. È la direzione giusta.

Senza sminuire il problema?
Senza sminuire il dramma. Lì, come in tutte le zone d’Italia dove esistono problemi am­bientali ci dobbiamo mettere nelle mani della scienza. L’Europa ci segue con atten­zione e spesso ci bacchetta.

È verissimo. Abbiamo ancora 17 infrazioni aperte rispetto al­le 25 di un anno fa. Per la Cam­pania il 12 marzo sarò a Bruxelles per incontrare il commissario Ue per l’am­biente Velia. Arriviamo molto preparati, ce la metterò tutto perché si capisca anche il buo­no che abbiamo fatto. Tra l’al­tro in regione la raccolta diffe­renziata è arrivata al 50%. Ma l’impiantistica rimane in­dietro.
È assolutamente vero.

E si continua adire di “no” an­che al compost come sta ac­cadendo con le rivolte contro l’impianto a Scampia.
Faccio una gran fatica a capir­li e a giustificarli.

Per i rifiuti industriali che suc­cederà al Sistri?
Qualche mese fa il Sistri inte­ressava 300 mila imprese, oggi solo 13mila. Perché abbiamo escluso tutte quelle sotto i 10 dipendenti e quelle agricole. Poi abbiamo disdetto il con­tratto con Selex. Finito sotto inchiesta… Sono il ministro e mi limito a dire che quella tecnologia era obsoleta. La Consip entro 1130 giugno farà una nuova gara, europea e trasparente. Se ri­spettiamo i tempi entro la fine dell’anno avremounnuovo si­stema di tracciabilità dei rifiu­ti pericolosi che per il mio mi­nistero resta una priorità per combattere la criminalità. Oltre che in Campania abbia­mo grossi problemi per i ri­fiuti in Sicilia, Calabria e an­che Liguria. Ma è possibile? La legge mi attribuisce poteri di indirizzo e controllo. Sono a disposizione delle regioni che hanno questo problema per aiutarle a venire fuori nel più breve tempo possibile. Mi a-spetto risposte efficienti in tempi brevi per arrivare al­l’autosufficienza.

Cosa che per molto tempo non c’è stata…
Purtroppo no e ora spero che le cose migliorino.

 

Intervista del Quotidiano Avvenire

 

 

 

FONTE: Ministero dell’Ambiente

 

 

 

rifiuti nascosti

 

 

 

 

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