Le fonti aperte per rivoluzionare il lavoro di intelligence

Mario Caligiuri • 28 Luglio 2020

fonti-aperte-intelligence“OSINT E COVID-19. La pandemia come occasione di evoluzione disciplinare nell’Intelligence delle Fonti Aperte” è il titolo dello studio che il ricercatore Giovanni Nacci ha pubblicato sul portale editoriale della Società italiana di Intelligence (https://press.socint.org).


La ricerca è stata coordinata e prefatta da Mario Caligiuri, Direttore del Master in Intelligence dell’Università della Calabria.

Giovanni Nacci parte dalla premessa che il Covid-19 possa rappresentare un’occasione di cambiamento anche per innovare i concetti dell’intelligence, a cominciare dal riconoscimento delle fonti aperte che riguarda la buona parte del lavoro dei Servizi e delle aziende.

Ed è proprio sulla necessità di approfondire la qualità delle fonti come premessa del ciclo dell’intelligence che ruota tutto lo studio, in cui vengono riportati i concetti della Teoria Generale per l’Intelligence delle Fonti Aperte e della Dottrina delle fontitoccando temi come la misinformazione, cioè la diffusione inconsapevole di notizie false, e la le echo-cambers, i territori informativi digitali che l’utente si ritaglia per trovare conferma alle proprie credenze. 

Si tratta di una riflessione scientifica di alto valore che invita ad approfondire le modalità del ciclo dell’intelligence in vista di cambiamenti che potrebbero essere radicali.  

La risposta agli interrogativi attuali risiede in una concreta spinta di innovazione concettuale e disciplinare negli Studi di Intelligence e, in particolar modo, nell’Intelligence delle Fonti Aperte che per le sue peculiarità può essere in grado di rappresentare quella “cassetta degli attrezzi” che è ormai indispensabile per interpretare queste sfide e quelle che verranno.

 

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Fonte: articolo di Mario Caligiuri
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