SCIA per vendita on line prodotti cannabis light

Andrea Bufarale • 29 Luglio 2021

Scia per commercio on line prodotti cannabis lightPubblichiamo la risposta ad un quesito in materia di attività commerciali, nello specifico una SCIA pervenuta ad una Unione di Comuni per vendita on line di prodotti derivati da cannabis.


Da un controllo è emerso che nel luogo indicato dell’attività la merce pronta alla vendita risultava non etichettata senza garantire la tracciabilità.
Si chiede quali provvedimenti debba adottare l’ufficio e la normativa di riferimento.

A cura di Andrea Bufarale

Normativa di riferimento vendita on line prodotti derivati da cannabis

Al fine di inquadrare bene la fattispecie descritta, occorre innanzitutto dire che, in linea di massima, la vendita dei prodotti a base di cannabis non necessita di altre autorizzazioni rispetto alle consuete abilitazioni per il commercio dei prodotti alimentari e non alimentari in quanto, sulla vendita di tali prodotti, non esiste, allo stato attuale, una norma speciale che la disciplini.

Sulla questione, comunque, pietra miliare è sicuramente la sentenza n. 30475/2019 della Suprema Corte di Cassazione, dove, in estrema sintesi, viene definito che se nel prodotto è rilevabile il principio attivo in misura tale che abbia effetti droganti, allora chi lo vende commette un reato ma in assenza di una norma che determini i valori droganti, occorre vedere caso per caso (esiste una norma che li stabilisce, ma si riferisce ai valori per la coltivazione, non per la vendita – art. 4, comma 5, L. n. 242 del 2016).

Sostanzialmente, chi decide di vendere tali prodotti si espone alla possibilità del sequestro e alla effettiva consumazione di un reato.
Detto ciò, occorre stabilire un altro assunto in base al quesito posto all’attenzione: l’attività di cui trattasi non è un negozio “fisico” ma è un “online store” e pertanto il luogo del controllo (dove sarebbero emerse le irregolarità) non è un’attività commerciale ma un mero deposito della merce, pronta alla successiva spedizione.

Tale aspetto è fondamentale in quanto la lavorazione nel deposito non incide sulla scia e quindi non è possibile, per l’ufficio SUAP, adottare atti di inibizione in quanto l’eventuale mancata etichettatura, potrà essere contestata solo in caso di accertata spedizione senza i requisiti e non in fase di deposito e lavorazione.

 

 

Fonte:

Lascia un commento

Notizie correlate