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2600 uomini in più per le Forze di polizia nel 2014

lentepubblica.it • 20 Giugno 2014

Lo ha annunciato il ministro dell’Interno Angelino Alfano nel corso del question time alla Camera dei Deputati. Precisazioni anche sulle proteste dei migranti al centro Cara di Castelnuovo di Porto (Rm), attentati alle sedi del Partito Democratico e sul fenomeno dei cittadini europei di religione musulmana che si arruolano tra i ribelli in Siria.

«Non ci sarà nessun agente in meno sulle strade: i cittadini possono stare sicuri». E’ l’affermazione con la quale il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha risposto, nel corso del question time che si è svolto oggi alla Camera dei Deputati, alla prima interrogazione sulle problematiche di razionalizzazione della spesa dell’amministrazione dell’Interno, ed in particolare alle strutture operative delle forze dell’ordine.

Con la legge di stabilità del 2014, ha specificato Alfano, è stato previsto uno stanziamento specifico di 700 milioni di euro a favore delle Forze di polizia ed è stata avviata una significativa inversione di tendenza rispetto alle restrizioni degli ultimi anni all’intero comparto sicurezza. «Con la stessa legge – ha ricordato il ministro – l’intera quota del Fondo unico giustizia che spetta al ministero dell’Interno è stata destinata all’incentivazione del personale di polizia impiegato nelle attività operative e di controllo del territorio, ed all’incremento della funzionalità generale dei servizi».

«Quest’anno, ha detto Alfano, la copertura del turnover delle Forze di polizia è stata portata al 55%. Grazie a quest’ultimo intervento, per il 2014 sarà possibile procedere a 2.600 nuove assunzioni di poliziotti, carabinieri e finanzieri». L’impianto della legge 121 del 1981, ha affermato il ministro dell’Interno, imperniato sul necessario pluralismo delle forze di polizia e sulla valorizzazione della funzione di coordinamento è ancora valido: «Siamo consapevoli – ha sottolineato – che un più forte coordinamento all’interno del sistema di pubblica sicurezza può essere un formidabile riduttore di sprechi e dispersione di risorse e, al tempo stesso, un potenziale moltiplicatore di efficienze e sinergie operative». E’ per questo motivo che l’obiettivo privilegiato è quello di, ha concluso il ministro, «eliminare duplicazioni funzionali, individuate proprio sulla base di una valorizzazione del coordinamento».

A proposito del comportamento delle forze dell’ordine in occasione della protesta, avvenuta il 10 giugno 2014, dei migranti ospitati presso il Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Castelnuovo di Porto (Rm), oggetto della seconda interrogazione, il titolare del Viminale ha precisato che gli uomini intervenuti, «non hanno commesso eccessi né violato le leggi». Dalla ricostruzione dei fatti, ha spiegato il ministro, «non emergono elementi tali da far ipotizzare una condotta delle forze di polizia che abbia violato moduli operativi ispirati a criteri di equilibrio e prudenza da inquadrare in un contesto di ripristino dell’ordine pubblico».

Dopo aver espresso solidarietà al Partito Democratico per i due attentati ai danni delle sedi di Firenze e Trento, materia della terza domanda, Alfano ha assicurato che, «in entrambi i casi sono state avviate serrate indagini per l’individuazione dei responsabili». Dietro questi atti, ha precisato il ministro dell’Interno, «sembra esserci l’antagonismo, soprattutto di matrice anarchico insurrezionalista, che intende opporsi alla politica governativa nazionale ed in ambito europeo del partito. Le forze dell’ordine, comunque, sono costantemente impegnate nelle attività di vigilanza e di protezione delle sedi dei partiti ed in particolare, in questa fase, a quelle del Pd, oltre che nell’azione di prevenzione del fenomeno».

Infine, per quanto riguarda il fenomeno dei cittadini europei di religione musulmana che si arruolano tra le fila dei ribelli al regime di Assad in Siria, Alfano ha spiegato che, «sono circa 2.300, secondo stime di Europol, i giovani estremisti islamici che dai Paesi dell’Unione europea hanno raggiunto la Siria per unirsi alle diverse formazioni attive nel conflitto». L’attività del Governo italiano in proposito, ha detto il titolare del Viminale, si basa soprattutto, «sullo scambio informativo tra il nostro antiterrorismo e le strutture degli altri Paesi europei, in particolare con Germania, Austria e Francia, colpiti in misura più intensa dal fenomeno dei ‘foreign fighters’, da cui pare si sia generato anche il tragico attentato stragista del 24 maggio scorso al museo ebraico di Bruxelles». Inoltre, ha sottolineato il ministro, «anche con il supporto informativo della nostra intelligence ed il coordinamento dell’autorità giudiziaria, sono costantemente monitorati vari soggetti sospettati di essere intenzionati a prendere parte al conflitto siriano». Sotto il profilo della cooperazione in ambito Ue, ha concluso Alfano, «la delegazione italiana al gruppo antiterrorismo, in vista del semestre di presidenza italiana del Consiglio Europeo, ha già diffuso un progetto per la costituzione di una Squadra multinazionale ad hoc Il progetto, in sintesi, prevede la creazione di stabili gruppi di lavoro formati da investigatori dei diversi Paesi interessati al fenomeno perché possano scambiarsi tempestive informazioni e pianificare meccanismi di contenimento della minaccia».

FONTE: Ministero dell’interno

polizia 113

 

 

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