Scuola. 63mila nuove immissioni in ruolo in tre anni, l’ambizioso progetto del Miur

lentepubblica.it • 5 Maggio 2014

Il reclutamento avverrà con il criterio di 50% dalle graduatorie di merito dei concorsi e 50% dalle graduatorie ad esaurimento. La tranche più sostanziosa nel 2014/15. Intervista del Sole24 a Luciano Chiappetta, Capo Dipartimento del Miur.

Il Sole24Ore, a colloquio con capo dipartimento per l’Istruzione del Miur, Luciano Chiappetta fa il punto sulle previsioni delle prossime immissioni in ruolo.

A.s. 2014/15. La proposta del Ministero è di 29.000 immissioni in ruolo. Così le motiva il Capo Dipartimento per l’Istruzione ” Le prime 14mila serviranno a coprire i pensionamenti intervenuti nel frattempo Vi rientreranno quasi sicuramente gli ultimi 7mila vincitori del concorso bandito nel 2012 dall’allora ministro Francesco Profumo e 7mila nominativi scelti dalle graduatorie a esaurimento. A questi si sommeranno 15mila assunzioni sul sostegno (la seconda tranche di stabilizzazioni previste dal decreto Carrozza dell’autunno 2013). Il bottino potrebbe essere ancora più sostanzioso se il Mef darà l’ok a coprire pure i circa 8mila posti oggi esistenti, ma non autorizzati, per via degli esuberi.”

A.s. 2015/16 – Il Ministero punta a 22.000 immissioni in ruolo. 14.000 derivanti dal turn over + 8.000 di sostegno, terza tranche del decreto Carrozza. Di questi – secondo quanto dichiarato dal Ministro Giannini in risposta ad una interrogazione parlamentare – 7.000 dovrebbero andare agli idonei per scorrimento delle graduatorie del concorso 2012.

A.s. 2016/17 – 12.000 posti. il 50% dovrebbe derivare dal nuovo concorso annunciato dal Ministero Giannini per la primavera del 2015, con tempistica tale da far rientrare anche gli abilitati del II ciclo TFA, e il 50% come al solito dalle Graduatorie ad esaurimento (per queste ultime è stato stimato un periodo di dieci anni per provvedere al completo svuotamento).

Questa la programmazione ministeriale, alla quale molti docenti legano speranze e aspettative. Speriamo non si infrangono di fronte ai diktat del Ministero dell’Economia.

FONTE: Orizzonte Scuola

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