Anticipo TFS-TFR Dipendenti Pubblici: si attende il Consiglio di Stato

lentepubblica.it • 23 Dicembre 2019

anticipo-tfs-tfr-dipendenti-pubblici-si-attende-consiglio-di-statoLo rende noto il Sottosegretario al Welfare Stanislao di Piazza in risposta ad una interrogazione parlamentare in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati.


Anticipo TFS-TFR Dipendenti Pubblici: si attende il Consiglio di Stato. Il DPCM che regola l’attuazione dell’anticipazione sino a 45mila euro a tasso agevolato del Trattamento di Fine Servizio/Fine Rapporto attende il parere del Consiglio di Stato.

Lo ha detto il sottosegretario al Welfare Stanislao di Piazza. In risposta ad una interrogazione a risposta immediata sollevata dalla Lega. Interrogazione arrivata qualche giorno fa in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati.

Come noto, l’articolo 23, comma 7, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26 prevede la possibilità per i lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, di presentare richiesta di finanziamento (fino a 45.000 euro).

Si tratta dell’indennità di fine servizio maturata, alle banche o agli intermediari finanziari che aderiscono a un apposito Accordo Quadro. Da stipulare tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro per la pubblica amministrazione e l’Associazione bancaria italiana, sentito l’INPS.

Inoltre l’indennità è prevista anche per il personale degli enti pubblici di ricerca, che cessano o che siano già cessati dal servizio per accesso alla pensione. Sia con Quota 100 che con le modalità ordinarie di accesso al trattamento pensionistico di cui alla Legge Fornero.

Anticipo TFS-TFR Dipendenti Pubblici: si attende il Consiglio di Stato

Le modalità di attuazione, i criteri, le condizioni e gli adempimenti per l’accesso al finanziamento sono disciplinati con un DPCM. Da concertare con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro per la pubblica amministrazione.

Il Decreto avrebbe dovuto essere emanato entro sessanta giorni dalla data di conversione in legge del DL 4/2019 (dunque entro fine maggio), sentiti l’INPS, il Garante per la protezione dei dati personali e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Ma, come già accaduto per l’Ape volontarioil termine ordinatorio fissato dalla legge non è stato rispettato (lo schema di DPCM è stato adottato solo a giugno 2019).

In merito alle preoccupazioni per il ritardo accumulato il Sottosegretario ha indicato che lo schema di DPCM

“è stato oggetto di un tavolo tecnico già a partire da giugno 2019. A cui hanno partecipato il Dipartimento della funzione pubblica, il Ministero dell’economia e delle finanze, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’INPS e l’ABI.

All’esito dei pareri resi dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato e dal Garante per la protezione dei dati personali, il testo, modificato sulla scorta delle indicazioni dei Garanti, è stato nuovamente condiviso, ottenendo i concerti dei Ministeri competenti”.

Lo schema del DPCM ha ricevuto l’invio al Consiglio di Stato e si è attualmente in attesa del parere. In esito al quale potrebbero rendersi necessarie ulteriori modifiche. Seguirà l’adozione” ha concluso l’esponente Governativo.

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Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it)
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Alessandro Perusin
Alessandro Perusin
23 Dicembre 2019 11:44

Prima di fare pubblicita’ in Tv potevano attendere il parere del Consiglio di Stato. Punto.

Angelo Poggio
Angelo Poggio
23 Dicembre 2019 16:52

Peccato che a giugno 2019 c’era un Governo e che da agosto se n’è insediato un altro con il PD che è molto contrario a quota 100. E’ inammissibile che per ottenere i propri soldi si debba attendere fino a 5/6 anni o pagare fior di interessi alle finanziarie. Ed è inammissibile che l’INPS rilasci una certificazione dopo mesi di attesa con durata 15 giorni! Vergogna! Trascorsi i 15 gg, dovrò rifare domanda e attendere ulteriori mesi. Se aspettate la nostra morte per non restituirci i soldi, siete sulla strada giusta.

Franco
Franco
24 Dicembre 2019 12:51

Non possono pensare di prendere x inbecilli 200.000. Lavoratori ne pagheranno le conseguenze assieme ai sindacati dormienti

Leonardo Cocconi
Leonardo Cocconi
24 Dicembre 2019 18:26

Purtroppo solo promesse non mantenute, poi alla fine il governo attuale ha preferito agevolare, come sempre, le banche per permettere interessi alti in caso di prestio sull’anticipo a discapito di noi neopensionati che ci ritroviamo quasi alla fame.

franco
franco
2 Gennaio 2020 9:10

E’ uno schifo, prima di tutto si dovrebbero vergognare i sindacati, che hanno mollato le braghe su tutto e particolarmente su questo furto legalizzato, altro che fare gli interessi dei lavoratori, hanno fatto quelli dello stato, da sempre datore di lavoro privilegiato, che non rispetta le norme ordinarie che i privati devono rispettare, ma fa le leggi per tutelare se stesso. I dipendenti privati, tra l’altro possono usufruire anche di un anticipo sul tfr in qualsiasi momento, cosa a noi da sempre preclusa. Aspettare anni per vedere i propri soldi fermi da quasi 40 anni, e senza percepire interessi. Vergogna,… Leggi il resto »

Carmelo Bellisano
Carmelo Bellisano
Reply to  franco
8 Gennaio 2020 18:59

Io credo che dovremmo formare un’associazione e farci sentire nelle sedi opportune.Sono soldi nostri e molti di noi hanno anticipato la pensione per usufruire di quei soldi e che ora sono costretti ad andare in prestito a finanziarie usuraie.Organizziamo una grande manifestazione.

mauro giannelli
mauro giannelli
27 Gennaio 2020 9:00

Ritengo che al momento della cessazione del servizio lavorativo sia un DIRITTO del lavoratore avere la liquidazione in tempi brevi considerando che i soldi sono stati ritirati dalla busta paga ogni mese per 40 anni e più e che non è giusto dover attendere ancora due anni o più per vedere ciò che ti spetta…. sempre ammesso che ci arrivi!!! incrociamo le dita!!