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Bonus Neo-Mamme confermato anche per il 2015

lentepubblica.it • 10 Marzo 2015

Per decidere chi avrà diritto al bonus, si terrà conto dell’ordine di presentazione delle domande fino all’esaurimento dei fondi disponibili, 40 milioni di euro in due anni.

Anche per il 2015 è confermato il bonus baby-sitting. Dopo un lungo travaglio burocratico riparte finalmente il bonus «dimenticato», la misura introdotta dal governo Monti per aiutare le donne che rientrano al lavoro dopo il periodo di maternità obbligatoria. Si ricorda che il bonus è dato solo alle mamme che tornano al lavoro subito e perciò non chiedono di prolungare l’assenza obbligatoria (che può durare tre o quattro mesi dopo la data effettiva del parto) con il congedo parentale.

Destinatari. Possono beneficiare del bonus le lavoratrici dipendenti sia del settore privato che nel pubblico impiego e le iscritte alla gestione separata (ivi comprese le libere professioniste, che non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate, pertanto tenute al versamento della contribuzione in misura piena).

Le lavoratrici, per essere ammesse al beneficio, devono trovarsi al momento di presentazione della domanda ancora negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità, e non devono aver fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale.

Non sono ammesse al beneficio: 1) le lavoratrici autonome coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali, imprenditrici agricole a titolo principale, pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque in terne; 2) le lavoratrici già esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati; 3) le lavoratrici che fruiscono dei benefici assegnati dal Fondo per le pari opportunità.

Le lavoratrici madri possono accedere al beneficio anche per più figli, presentando una domanda per ogni figlio purché ricorrano per ciascun figlio i requisiti sopra richiamati.

L’importo. L’agevolazione consiste in un contributo fino ad un massimo di 600 euro, ridotto in proporzione se l’impiego è part-time, per un massimo di sei mesi (complessivamente possono essere erogati 3600 euro) , tre mesi per le lavoratrici iscritte alla gestione separata (che quindi possono ottenere un massimo di 1800 euro).

Le modalità di Pagamento. Il bonus può essere utilizzato per pagare o la baby sitter o l’asilo nido, con versamenti «in chiaro» fatti attraverso l’Inps. Il sistema di pagamento è articolato in modo che non vengano consegnati denari alle beneficiarie. Nel caso della Baby sitting gli uffici danno i voucher che la mamma consegnerà alla baby sitter, con i quali prendere i soldi presso qualsiasi ufficio postale. Nel caso degli Asilo nido l’Inps intrattiene il rapporto direttamente con le strutture e paga le somme dietro presentazione della relativa documentazione. A proposito di questa ultima opzione, l’Inps ha invitato proprio in questi giorni gli asili nido a convenzionarsi per gli anni 2014 e 2015. Agli asili che si iscriveranno l’Inps riconoscerà il bonus che permetterà alle mamme di evitare del tutto la retta o di pagarla in misura inferiore.

Le modalità. Le domande possono essere presentate attraverso il sito internet dell’Inps entro il 31 dicembre 2015. Ma chi è interessato deve fare in fretta: per decidere chi avrà diritto al bonus, si terrà conto, infatti, dell’ordine di presentazione delle domande fino all’esaurimento dei fondi disponibili, 40 milioni di euro.

Dal momento di presentazione della domanda e fino all’accoglimento della stessa, per la madre lavoratrice è sospesa la possibilità di fruire del periodo di congedo parentale cui si rinuncia nella domanda di beneficio, detta fruizione sarà nuovamente consentita solo nel caso di reiezione della domanda, ovvero in caso di rinuncia al beneficio. L’Inps provvede ad avvisare il datore di lavoro della lavoratrice della proporzionale riduzione del periodo di congedo parentale conseguente alla concessione del beneficio.

Si ricorda che, in base al numero delle domande presentate, il bonus potrebbe essere ridotto rispetto ai 600 euro netti al mese previsti adesso, oppure potrebbe essere fissato un tetto massimo di Isee, l’indicatore che misura la ricchezza del nucleo familiare.

 

 

 

FONTE: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it)

 

 

 

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