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Comuni: occorre una concreta riforma di organizzazione e dirigenza pubblica locale

lentepubblica.it • 18 Settembre 2014

Una riforma della dirigenza pubblica locale che garantisca agli enti locali di avere una indefettibile figura apicale unica cui  affidare la responsabilità dell’attuazione degli indirizzi degli organi di governo e coordinamento degli uffici; una selezione del personale dirigenziale che non sia unica, al fine di garantire il sistema stesso degli enti locali e l’autonomia gestionale; l’opportunità di inserire in questo percorso di innovazione organizzativa anche gli attuali  segretari comunali con particolare riferimento alle realtà organizzative dei piccoli comuni.

Infine, dando per assunto che la riforma dello Stato e il riordino della Pubblica Amministrazione siano un tutt’uno con la rivoluzione digitale delle amministrazioni e con la riorganizzazione degli enti territoriali, è necessaria una visione nazionale che tenga conto della differenza delle condizioni di partenza dei singoli territori su questo tema e, in ultimo, in merito al riordino della disciplina dei servizi pubblici locali, la richiesta di un assoluto riallineamento delle norme per semplificare i criteri di gestione degli stessi servizi. Queste, in sintesi, le richieste che l’Anci, rappresentata dal sindaco di Chieti e delegato Anci al Personale Umberto Di Primio, ha portato all’attenzione della Commissione Affari Costituzionali del Senato riunita oggi in audizione sull’esame del disegno di legge 1577 sulla riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.

Puntando, in particolare, l’attenzione sulla necessità di una figura apicale unica per tutti i Comuni, le Unioni, le Province, le Città metropolitane, Di Primio ha sottolineato che “ferma  l’autonomia di ciascun ente di distribuire tali funzioni nel modo più rispondente al proprio assetto organizzativo, la ridefinizione del ruolo, dei compiti e delle funzioni della figura di vertice, deve tener conto della dimensione demografica dell’ente locale e i ruoli stessi dovranno essere articolati in più profili professionali, per tenere conto da un lato della specificità delle funzioni svolte, e dall’altro della complessità organizzativa dei diversi enti”.

“Il sistema delle autonomie – ha detto il sindaco di Chieti – deve essere pienamente coinvolto sia nella gestione e nel coordinamento del ruolo unico della dirigenza locale che nel sistema di formazione continua che dovrà coinvolgere l’intera dirigenza locale”.

In tale senso, “è necessario definire specifici percorsi di specializzazione a seconda del tipo di formazione di base ed esperienza professionale del dirigente, introducendo l’obbligo di conseguimento di crediti formativi, prevedendo idonei strumenti di verifica periodica del possesso dei requisiti per la permanenza nel ruolo dirigenziale e nella direzione apicale degli enti locali”.

Infine, Di Primio ha ricordato come nel progetto di complessiva riforma della Pubblica amministrazione, sia fondamentale il contributo dei Comuni. “Se si intende completare con successo un percorso di tale complessità – ha ricordato il delegato Anci al Personale – è indispensabile non trascurare il punto di vista, la sensibilità e le esigenze di chi è chiamato a governare gli Enti di prossimità, quelli che in prima istanza forniscono i servizi e le risposte alle comunità locali”.

 

FONTE: ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani

 

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