Concorsi Truccati: per i raccomandati il reato non è grave?

lentepubblica.it • 4 Aprile 2019

concorsi-truccati-raccomandatiConcorsi Truccati: per i raccomandati qual è il grado di coinvolgimento con il reato messo a punto dal Pubblico Ufficiale? Ecco alcuni chiarimenti arrivati dalla sentenza della Corte di cassazione penale n. 14380/2019.


Nel caso specifico ci riferisce all’inchiesta sui concorsi pilotati nella sanità lucana, che ha causato un terremoto politico a inizio anno (tra gli indagati anche Marcello Pittella, presidente della Regione).

La Cassazione, in primo luogo, ha delineato il seguente iter.

In caso di concorso truccato, la motivazione del provvedimento che dispone una misura coercitiva è censurabile solo quando sia priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e logicità.

Il controllo di legittimità, in particolare, non può riguardare

  • nè la ricostruzione di fatti,
  • nè l’apprezzamento del giudice di merito circa l’attendibilità delle fonti e la rilevanza e concludenza dei dati probatori.

Concorsi truccati: raccomandati e concorso in reato col pubblico ufficiale

Ciò premesso, questi reati possono essere commesi dal privato in genere soltanto in maniera concorrente.

Tuttavia va dimostrato che questi abbia istigato e rafforzato il convincimento – di chi riveste cariche pubbliche – a commettere:

  • tanto l’abuso d’ufficio
  • quanto la rivelazione di segreto d’ufficio.

In questi casi l’illecito del pubblico ufficiale è quello, in parole povere, di aver fornito le tracce delle prove di esame a chi ha poi ottenuto l’illegittimo risultato dell’assunzione a spese della pubblica amministrazione.

L’adesione a tale indirizzo comporta che, nella materia in esame, qualora venga impugnato dall’indagato con ricorso per cassazione, il provvedimento del Tribunale con funzione di riesame che abbia, quale contenuto decisionale, la conferma di un’ordinanza cautelare.

In conclusione la sentenza della Cassazione sottolinea l’assenza del raggiungimento della prova dell’istigazione o induzione dei pubblici ufficiali a commettere i reati. I giudici hanno dunque il giudizio sul merito della misura cautelare degli arresti domiciliari del soggetto privato, accusato di concorso nei reati previsti dagli articoli 323 e 326 de Codice penale.

In estrema sintesi: non basta essere beneficiario di una raccomandazione a un concorso o destinatario in anticipo della rivelazione delle prove perché scatti il concorso nei reati commessi dai pubblici ufficiali.

A questo link il testo completo della Sentenza.

 

Fonte: Corte di Cassazione
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