Il congedo di maternità e il congedo parentale sono utili ai fini della Naspi 

lentepubblica.it • 2 Marzo 2021

Le madri che perdono il proprio lavoro a seguito di un evento di maternità possono considerare il periodo il congedo di maternità e parentale ai fini del calcolo per la naspi.


Il congedo di maternità e il congedo parentale sono pienamente utili ai fini della naspi se sono intervenuti all’interno del rapporto di lavoro. E quindi devono essere conteggiati ai fini della ricerca delle 13 settimane necessarie per il conseguimento del diritto all’indennità contro la disoccupazione (Naspi).

Per maggiori informazioni sulla proroga della NASPI potete cliccare qui.

Ai fini del perfezionamento del requisito delle 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione – si considerano utili i contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria se all’inizio dell’astensione risulta già versata o dovuta contribuzione contro la disoccupazione.

I predetti contributi figurativi sono, pertanto, da considerarsi utili ai fini di cui sopra, sia nella ipotesi in cui il periodo di astensione obbligatoria inizi in costanza di rapporto di lavoro sia nella ipotesi in cui l’astensione obbligatoria inizi entro sessanta giorni dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro. Del pari sono utili i periodi di congedo parentale purché regolarmente indennizzati e intervenuti in costanza di rapporto di lavoro.

Congedo di maternità e congedo parentale ai fini della Naspi

La precisazione è importante per le madri che hanno perso l’occupazione e che in questo modo possono più agevolmente accedere all’indennità contro la disoccupazione dopo un evento di maternità. Nelle due ipotesi appena menzionate, non si dovrà procedere alla neutralizzazione degli eventi ovvero “allungare” a ritroso la ricerca del periodo di osservazione con ovvi benefici per le dirette interessate: questi eventi vengono in sostanza trattati da un punto di vista previdenziale esattamente come se la lavoratrice avesse prestato normale attività lavorativa.

Di converso non godono dell’agevolazione i periodi coperti da contribuzione figurativa per maternità obbligatoria e i periodi di congedo parentale che risultino collocati al di fuori del rapporto di lavoro dipendente (cfr: Messaggio inps 710/2018).

Congedo Parentale per DAD: a questo link tutte le informazioni utili.

E’ utile ricordare che il principio di favore non si estende all’altra condizione richiesta per accedere alla Naspi.

Cioè la presenza di almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

I periodi di assenza dal lavoro per maternità obbligatoria, se all’inizio dell’astensione risulta già versata o dovuta contribuzione ed i periodi di congedo parentale purché regolarmente indennizzati e intervenuti in costanza di rapporto di lavoro, ove si verifichino o siano in corso nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione,  determinano un ampliamento – pari alla durata degli eventi medesimi – del periodo di dodici mesi all’interno del quale ricercare il requisito delle trenta giornate.

Infine ricordiamo che anche al personale scolastico spetta il congedo parentale: maggiori informazioni qui.

Se volete avere maggiori informazioni su quando comunicare una gravidanza a Scuola potete leggere qui il nostro approfondimento sull’argomento.

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Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it)
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