Contratto Pubblico Impiego 2019: sui buoni pasto ci sono novità?

lentepubblica.it • 17 Dicembre 2018

contratto-pubblico-impiego-2019-buoni-pastoContratto Pubblico Impiego 2019: sui buoni pasto ci saranno novità per l’anno nuovo? Scopriamolo assieme.


Spuntano novità sul rinnovo del Contratto Pubblico Impiego 2019, previsto nel triennio 2019-2021, anche in materia di buoni pasto?

 

I buoni pasto

 

Come risaputo, i buoni pasto sono una delle modalità con cui il datore di lavoro può riconoscere servizi di ristoro ai propri dipendenti in sostituzione della mensa aziendale. Questi consistono in documenti elettronici (dal 2018) che danno al lavoratore il diritto di ottenere, in esercizi convenzionati, la somministrazione di alimenti, bevande e prodotti alimentari pronti per il consumo per un importo pari al valore del buono medesimo.

 

Contratto Pubblico Impiego 2019 e buoni pasto: novità?

 

La nuova bozza della manovra prevede un nuovo stanziamento di risorse: pertanto nel Rinnovo Contratto Statali 2019, ci saranno aumenti degli stipendi per i dipendenti pubblici. Gli oneri posti a carico del bilancio statale per la contrattazione collettiva nazionale e per i miglioramenti economici del personale statale in regime di diritto pubblico sono determinati in 1.050 milioni di euro per il 2019, 1.075 milioni di euro per il 2020 e 1.125 milioni di euro a decorrere dal 2021.

 

Ma le risorse potrebbero essere anche utilizzate per altri ambiti, come le assunzioni o proprio i buoni pasto. Ricordiamo che per il contratto enti locali 2018 l’ARAN ha già previsto alcune modifiche.

 

Una delle novità che bolle in pentola è quella della pausa pranzo che sarebbe portata da almeno mezz’ora ad almeno 10 minuti: una soluzione che potrebbe essere accettata anche dai sindacati perché potrebbe aiutare l’orario flessibile. Dall’altra parte, però, ci potrebbero essere problemi prorio per l’erogazione dei buoni pasto.

 

Potrebbe intervenire il MISE

 

Dai nuovi buoni pasto, comunque, come potrebbe essere delineato anche da un nuovo decreto ad hoc del MISE, di probabile prossima uscita, non sarà eliminato l’obbligo di indicare sul buono cartaceo il nome del titolare, ferme restando le norme sull’accertamento e l’obbligo per il titolare di firmare il buono al momento dell’utilizzo.

 

I dati dei nuovi buoni pasto saranno quindi:

 

  • Ragione sociale codice fiscale della società di emissione;
  • Il valore del buono pasto;
  • La scadenza di utilizzo del ticket restaurant;
  • Lo spazio riservato alla data di utilizzo, firma del titolare e al timbro dell’esercizio convenzionato presso il quale viene usato il buono pasto;
  • La dicitura “Il buono pasto non è cedibile, né cumulabile oltre il limite né commercializzabile, né convertibile in denaro; può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dal titolare”

 

Una delle disposizioni confermate, comunque, sarebbe quella della non cumulabilità, che prevede che non possa essere utilizzato più di 1 ticket sostitutivo del servizio mensa alla volta: sul blocchetto dei ticket è chiaramente stampata la scritta che dice che i buoni pasto non sono cumulabili. Ancora da decidere, tuttavia, se estendere la cumulabità da un massimo di 8 a un massimo di 10 ticket.

 

Ovviamente si attende la conferma per queste misure, visto che ancora tutto è ancora in discussione.

 

Buoni pasto nel nuovo contratto o nel Decreto Semplificazioni?

 

A complicare il quadro, paradossalmente, potrebbe essere il decreto semplificazioni: una misura al comma 5 prevederebbe che specifiche categorie di buoni pasto che Consip – a seguito di una risoluzione sulle convenzioni in questione – dovrà sostituire con altri buoni pasto di valore nominale corrispondente, acquistati con le modalità previste dalla normativa vigente. Nello specifico, quest’ultima norma punta a risolvere il caso Qui!Group.

 

Le Pubbliche amministrazioni aderenti alle convenzioni con Qui!Group potrebbero richiedere pertanto la restituzione dei buoni pasti distribuiti al personale dipendente e dallo stesso non utilizzati, procedendo alla sostituzione previa sottoscrizione di nuovi contratti finalizzati all’acquisto di buoni pasto sostitutivi.

 

Anche in questo caso si attendono conferme.

 

La normativa attuale

 

La normativa sui buoni pasto, ricordiamo è già cambiata con il Decreto Ministero dello Sviluppo Economico n. 122/2017. Questi possono essere dati ad oggi a:

 

  • Lavoratori subordinati, a tempo pieno o parziale, anche qualora l’orario giornaliero non preveda una pausa per il pasto;
  • Chi ha instaurato con il committente un rapporto di collaborazione (esempio co.co.co.).

Oggi, i lavoratori che usano i buoni pasto sono circa 2,5 milioni di cui 900 mila dipendenti pubblici e 1,6 milioni di dipendenti privati, i negozianti che accettano i ticket restaurant sono circa 120 mila e l’indotto vale circa 3 miliardi di euro

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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