Un contributo di solidarietà a carico dei Dipendenti Pubblici? La proposta

lentepubblica.it • 2 Febbraio 2021

contributo-solidarieta-a-carico-dipendenti-pubbliciUna proposta che farà discutere e, di certo, potrebbe non piacere agli Statali: un contributo di solidarietà a carico dei Dipendenti Pubblici.


Contributo di solidarietà a carico del pubblico impiego e taglio delle tasse per salvare le imprese: ecco la proposta che viene lanciata e indirizzata al mondo politico.

Questa è la richiesta che la presidente di Confcommercio Provincia di Pisa, Federica Grassini rivolge alla politica.

Scopriamo i contenuti di questa proposta lanciata al mondo politico e che mette in discussione il rapporto tra mondo pubblico e mondo privato.

Un contributo di solidarietà a carico dei Dipendenti Pubblici?

Secondo la presidente di Confcommercio Pisa la situazione attuale di crisi politica, che dovrebbe invece essere concentrata ad intercettare i fondi del Recovery Fund, è esclusivamente interessata ai propri giochi di potere.

E a rimetterci sono famiglie ed Imprese.

Fino ad oggi risultano rogati appena 10 miliardi di euro di ristori, a fronte di 128 miliardi erogati dalle banche al sistema delle imprese, grazie al fondo garanzia.

Sono dati oggettivi che mettono in luce quanto ridicoli e inadeguati siano stati gli stanziamenti del Governo rispetto alle reali necessità di liquidità delle imprese. E quanto queste siano oggi ulteriormente indebitate, considerando che al debito preesistente la pandemia si è aggiunto un surplus di debito ulteriore.

Una montagna di oneri che prima o poi dovranno essere ottemperati, in un contesto in cui lo stato di salute del quadro economico è drammatico:

  • 230.000 imprese chiuse
  • 2 milioni e mezzo i disoccupati
  • – 10% dei consumi complessivi.

Oggi le imprese non sono più quelle del febbraio del 2020. Ed è impensabile che la tassazione si mantenga su livelli che già allora erano considerati insostenibili. Il taglio drastico e immediato delle tasse resta una priorità assoluta”.

Una crisi che grava sulle spalle del sistema produttivo

Come Atlante che regge il peso del mondo, questa crisi grava interamente sulle spalle del sistema produttivo, ma se vogliamo davvero ripartire è necessario riequilibrare oneri e onori” – sottolinea inoltre la presidente di Confcommercio.

Ci sono vasti settori della burocrazia del pubblico impiego che non sono stati minimamente scalfiti da questa crisi. E ai quali si dovrebbe poter imporre un Contributo di Solidarietà per sostenere la ripresa e l’occupazione del comparto imprenditoriale privato, che peraltro mantiene quella stessa burocrazia.

Riequilibrare il rapporto tra “garantiti” ed “esposti”, in un contesto emergenziale in cui nessuno deve sottrarsi da dare il proprio contributo, è una questione non solo di equità sociale, ma anche di sviluppo e di prospettiva possibile per il futuro”.

Crisi sanitaria, crisi economica, e crisi sociale sono innestate una nell’altra e quello che più grandemente ci preoccupa è che i politici stanno perdendo una montagna di tempo a fronte di un deciso allargamento dell’area del disagio sociale, attualmente solo in parte contenuta dal blocco dei licenziamenti e dalla deflazione” – conclude la presidente Grassini.

Il sasso è lanciato. Bisogna vedere adesso la risposta della politica e del comparto del Pubblico Impiego.

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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Enzo Celani
Enzo Celani
3 Febbraio 2021 19:50

Vorrei sapere perché chiedere di tagliare ancora gli stipendi dei dipendenti, specialmente quelli nei piccoli e medi comuni che superano di poco i mille euro. Non sarebbe opportuno fare la patrimoniale per redditi alti, spesso nascosti? Forse perchè tra questi si celano molti di quelli che gridano allo scandalo per i ristori che non soddisfano le loro esigenze, peraltro in linea con quelli degli altri paesi, erogati percentualmente al fatturato denunciato? Forse si sta scoprendo che taluni tra lor signori non facevano scontrini e fatture a sufficienza, evadendo il fisco permanentemente? Troppo comodo prendersela con dipendenti che sono presenti giornalmente… Leggi il resto »

Last edited 22 giorni fa by Enzo Celani
antonella
antonella
4 Febbraio 2021 8:15

Oh, per me va bene penalizzare ancora di più il pubblico impiego, che ha lavorato anche in mezzo al covid e ai furbi, guadagna meno che a raccogliere pomodori, ha avuto i contratti bloccati, con gravi conseguenze anche sulle pensioni, per 10-12 anni, ha dovuto tappare i buchi anche per le mancate assunzioni per un blocco di 15 anni, è spesso sottoposto a mobbing, sono tassati al 73%. Mi va benissimo pagare per tutti quelli che lavorano in nero, ne sentivo parlare proprio stamattina, che chiudono, licenziano e riaprono sotto altri nomi, dichiarano meno reddito di uno stradino e girano… Leggi il resto »

Luca
Luca
Reply to  antonella
4 Febbraio 2021 8:32

Hai pienamente ragione. L’idea che siamo dei privilegiati è veramente difficile da scalfire. Anch’io quando dico che con 33 anni di anzianità e la responsabilità di un ufficio prendo 1500 euro al mese, mi dicono che non ci credono, che piangiamo sempre miseria, che su Facebook hanno letto di 5-10 mila euro, netti, al mese.

pompeo saliola
pompeo saliola
4 Febbraio 2021 8:26

Oggi il Pubblico Impiego non deve sottrarsi nel dare una mano alla Nazione e alle imprese che’ purtroppo sono state costrette a chiudere per causa della pandemia, da quanto già scritto sono d’accordo ad apportare un’aiuto al Sistema Italia purché venga Rispettata una Condizione:
1) La Contribuzione derivante dal Pubblico impiego venga usata solo e unicamente verso le Imprese ché hanno pagato tutti i loro Oneri, non vorrei salvare l’abitudinario EVASORE FISCALE.

franco
franco
Reply to  pompeo saliola
4 Febbraio 2021 13:21

Non sono affatto d’accordo con lei

Marco Brogioni
Marco Brogioni
4 Febbraio 2021 11:17

Faccio una proposta io. Controlli fiscali a tappeto su tutte le imprese e i professionisti per recuperare le decine di miliardi che ci servono. Ci sarebbe pure la questione delle auto considerate reinvestimento degli utili che serve ad abbassare l’imponibile delle imprese quando in realtà sono auto personali. Sarebbe più efficace ed equo visto che a tanti (troppi) gli statali assicurano la copertura sanitaria ed altri sevizi.

Teresa
Teresa
4 Febbraio 2021 19:44

Certo!!!colpire una categoria che è sulla
soglia della povertà mi sembra proprio sensato. Allora che inizino dai loro dipendenti che avranno sicuramente una retribuzione oraria di gran lunga superiore a quella dei dipendenti pubblici, o magari dai loro manager o dalla classe politica!!! E dei fondi in arrivo dall’Europa cosa ne facciamo?? Andiamo ad arricchire chi non ha bisogno di sostegno?? Vergogna

P. Capello
P. Capello
5 Febbraio 2021 0:14

Ma che bella idea! Complimenti sig.ra Grassini. Immagino che si sarà spremuta le meningi per partorire questa ennesima furbata! Certo che prelevare dai dipendenti pubblici è la cosa più semplice. Ma, come mai non pensa a lanciare la proposta (più equa) di un controllo sull’evasione fiscale di quelle attività produttive che lei rappresenta e che vive sulle spalle del sistema fiscale, sanitario, scolastico, sociale sostenuto da noi dipendenti (anche quelli pubblici)? Quell’imprenditoria che è una delle principali cause dei fallimenti bancari per i prestiti mai restituiti? Ci vuole un gran cervello a proporre queste soluzioni su stipendiati che hanno retribuzioni… Leggi il resto »

Loredana
Loredana
5 Febbraio 2021 19:35

Gentile Presidente, mentre i politici perdono tempo (per Sua affermazione), Lei usa il Suo tempo per fare propaganda politica. E’ uno scoop che sicuramente ha ritorno popolare quando non ci si fermi a pensare.  Se per “statali” Lei vorrebbe colpire coloro che hanno redditi annui superiori ai 50.000 euro, si può anche concordare PERO’ cerchi bene perchè non sarà per Lei non facile imbattersi in centinaia di persone che hanno un reddito medio di 1400 euro a cui risulta faticoso ristorare altri,. Loro, i dipendenti pubblici, che sono sempre stati puntuali nel pagare quanto dovuto perchè del loro nulla sfugge,… Leggi il resto »