Covid-19, quarantena compatibile con lo Smart Working?

lentepubblica.it • 13 Ottobre 2020

covid-19-quarantena-smart-workingEcco i chiarimenti arrivati dall’Inps all’interno del messaggio n. 3653/2020.


Covid-19, quarantena e Smart Working sono compatibili? A rispondere alla domanda nel suo ultimo messaggio è stato l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Ecco quali sono le risposte che sono arrivate per lavoratori dipendenti e datori di lavoro.

Covid-19: quarantena e Smart Working

Il lavoratore dipendente può prestare attività di smart working durante la quarantena o la sorveglianza precauzionale. In tal caso, tuttavia, non spetta la tutela prevista per la malattia in quanto non si verifica alcuna sospensione dell’attività lavorativa.

In pratica, il legislatore ha equiparato la quarantena e la sorveglianza precauzionale per i soggetti fragili ai sensi dell’articolo 26, co. 1 e 2 del dl n. 18/2020 convertito con legge n. 27/2020 rispettivamente alla malattia e alla degenza ospedaliera.

L’Inps spiega, tuttavia, che l’assimilazione non opera nei casi in cui il lavoratore risulti adibito durante tale periodo in attività di smart working. Non riscontrandosi quell’incapacità assoluta, sebbene temporanea, di svolgere l’attività lavorativa. In questa ipotesi, pertanto, il lavoratore non può percepire sia la retribuzione che le tutele ivi previste.

Diverso è il caso della malattia conclamata (cioè ove al lavoratore sia stato accertato il contagio da COVID-19). Qui si è di fronte ad una incapacità temporanea al lavoro, non si può svolgere attività in regime di smart working e, pertanto, si ha diritto ad accedere alle corrispondenti tutele, compensative della perdita di guadagno.

L’INPS ha inoltre specificato che in tutti i casi di ordinanze o provvedimenti di autorità amministrative che di fatto impediscano ai soggetti di svolgere la propria attività lavorativa non è possibile procedere con il riconoscimento della tutela della quarantena.

Infine, in caso di lavoratori all’Estero risulta precluso qualsiasi beneficio: si ritiene che l’accesso alla tutela non possa che provenire sempre da un procedimento eseguito dalle preposte autorità sanitarie italiane.

A questo link il testo completo del Messaggio.

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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