Decreto su Quota 100 e Reddito di Cittadinanza: dalla Camera arriva l’ok

lentepubblica.it • 22 Marzo 2019

decreto-quota-100-reddito-di-cittadinanza-cameraDecreto su Quota 100 e Reddito di Cittadinanza: dalla Camera arriva l’ok. Il provvedimento passa ora al Senato per la terza ed ultima lettura che dovrà avvenire entro il 29 marzo.


Via libera della Camera al decreto legge sul reddito di cittadinanza e quota 100. Il testo è stato approvato senza modifiche rispetto al testo uscito dall’esame della Commissione Lavoro lo scorso venerdì. Ora il provvedimento è stato trasmesso al Senato per la terza lettura che dovrà avvenire entro il 29 marzo. Il passaggio alla Camera del testo ha visto l’inserimento di alcune misure che interessano prevalentemente la prima parte del decreto, dedicata al reddito di cittadinanza, mentre l’impianto dedicato alle pensioni è rimasto pressochè intatto rispetto al testo licenziato dal Senato in prima lettura.

E’ stata prevista la possibilità di ritirare la pensione di cittadinanza in contanti alle Poste o in banca, mediante gli ordinari meccanismi di pagamento delle pensioni (non si dovrà cioè necessariamente utilizzare la carta RdC) e sono stati rafforzati i benefici per le famiglie in cui sono presenti disabili gravi o in condizione di non autosufficienza. Che vedono un incremento dell’importo massimo di RdC erogabile (in presenza di almeno quattro componenti il nucleo familiare) da 1.050 euro a 1.100 euro mensili. E la possibilità di ottenere la pensione di cittadinanza anche se nei confronti di quei nuclei familiari in cui ci siano componenti con meno di 67 anni in stato di grave disabilità o in condizione di non autosufficienza. Arriva anche l’assimilazione del cosiddetto “working poor” alla disoccupazione. In questo modo anche chi dispone di redditi da lavoro al di sotto della soglia di imponibilità fiscale potrà essere inserito nei programmi delle politiche attive del lavoro.

Approvato poi un emendamento che esclude l’erogazione del RdC e della PdC a chi ha subito una misura cautelare personale, «anche adottata all’esito di convalida dell’arresto o del fermo», o una condanna «anche con sentenza non definitiva». La sospensione vale anche per i latitanti o per chi «si è sottratto volontariamente all’esecuzione della pena». Per l’accesso al reddito e alla pensione di cittadinanza non si dovranno possedere immobili del valore superiore a 30mila euro non solo in Italia ma anche all’estero.

Esteso il riscatto agevolato della laurea

Per quanto riguarda le pensioni l’unica modifica significativa è il riscatto della laurea con oneri agevolati, sempre riferito a periodi temporali che ricadono nel sistema contributivo, cioè successivi al 31 dicembre 1995, anche per gli over 45. Bocciati tutti gli altri emendamenti che chiedevano tra l’altro la nona salvaguardia pensionistica ed una estensione ulteriore dell’opzione donna e dell’ape sociale. Pertanto l’opzione donna resta attivabile dalle lavoratrici nate entro il 1960 (1959 le autonome) che hanno 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2018; mentre l’ape sociale resta in vigore sino al 31 dicembre 2019. Confermata la quota 100 sino al 2021 con 62 anni e 38 di contributi e la sospensione dell’applicazione della speranza di vita ai requisiti per la pensione anticipata sino al 31 dicembre 2026. Non è passata, invece, la norma che proponeva di bloccare la finestra mobile nei confronti dei lavori gravosi. A queste modifiche si aggiunge l’innalzamento dell’anticipo del TFS da 30 a 45 mila euro già approvato in prima lettura dal Senato.

 

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it)
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