Dipendenti Statali: termini per il Trattamento di Fine Servizio

lentepubblica.it • 3 Maggio 2016

TFS, dipendenti, stataliIl Consiglio dei Ministri ha approvato l’estensione del termine di altri cinque anni per aderire ad un fondo negoziale.  Gli statali avranno tempo sino al 31 dicembre 2020 per destinare il trattamento di fine servizio alle forme di previdenza complementare. Il Consiglio dei Ministri ha infatti autorizzato la scorsa settimana il Ministro Madia ad esprimere il parere favorevole del Governo sull’ipotesi di contratto collettivo nazionale quadro per la proroga del termine, indicato all’art. 2, comma 3, dell’Accordo Quadro Nazionale del 29 luglio 1999 in materia di trattamento di fine rapporto e di previdenza complementare per i dipendenti pubblici stipulata presso l’Aran lo scorso 15 gennaio 2016. L’Ipotesi di contratto intende differire al 31 dicembre 2020 il termine per l’esercizio dell’opzione per l’iscrizione ai Fondi di previdenza complementare, inizialmente fissato al 31 dicembre 2001 e più volte reiterato fino al 31 dicembre 2015.
Interessati a questa novità sono, in particolare, i lavoratori del pubblico impiego che intendano aderire al Fondo Espero (dipendenti della Scuola) e al Fondo Perseo Sirio per tutti gli altri dipendenti pubblici e della sanità. Tali soggetti possono infatti optare per l’attribuzione della buonuscita in forme di previdenza complementare trasformando contestualmente il Tfs in Tfr.

 

Per favorire le adesioni dei lavoratori in regime di TFS l’accordo quadro nazionale prevede, oltre al contributo dell’1% sulla retribuzione maturanda a carico del datore di lavoro, un contributo aggiuntivo pari all’1,20% che l’INPS contabilizza sulle posizioni previdenziali complementari dei lavoratori optanti. L’ultimo differimento era scaduto il 31.12.2015 e, se non fosse stato prorogato, dal primo gennaio corrente anno i dipendenti interessati non solo avrebbero perso il contributo aggiuntivo dell’1,2%, ma non si sarebbero potuti iscrivere più al Fondo Espero e al Fondo Perseo Sirio. Si segnala che il contributo aggiuntivo dell’1,20% non è previsto per il personale statale assunto dal 2001 in regime di Tfr e che opta per la Previdenza Complementare.

 

Il passaggio alle forme di complementari di previdenza è stato riscoperto negli ultimi anni da sempre un maggior numero di lavoratori, soprattutto i più giovani, preoccupati di integrare il reddito pensionistico con ulteriori fonti per non perdere, una volta raggiunta l’età pensionabile, il tenore vita. Con il passaggio al sistema contributivo, infatti, il tasso di sostituzione tra reddito da lavoro e da pensione è destinato a diminuire in particolare per chi non può vantare lunghe carriere contributive. L’adesione ai fondi negoziale rappresenta, pertanto, un utile strumento per assicurarsi una rendita pensionistica extra che risulta tanto più vantaggiosa quanto maggiori sono gli anni che mancano al trattamento di quiescenza.

 

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it) - articolo di Valerio Damiani
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