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Come cambia al’accesso alla Dirigenza Sanitaria nelle ASL?

lentepubblica.it • 24 Febbraio 2016

famiglie, servizioPer i dirigenti sanitari sono in arrivo nuove regole di ingaggio. Per assicurare maggiore trasparenza ed evitare che vengano scelti nomi legati alla politica o comunque a interessi di parte il Governo ha reso ufficialmente disponibile lo schema di decreto legislativo per riformare il meccanismo di conferimento degli incarichi di direttore generale, di direttore amministrativo e di direttore sanitario delle aziende e degli enti del SSN.  Attualmente infatti le Regioni dispongono ciascuna di una lista specifica di ‘abilitati’ da cui pescare per individuare il manager della Asl. Secondo il nuovo sistema potrà essere nominato solo chi, dopo aver partecipato ad una selezione pubblica e aver frequentato un corso universitario di formazione in gestione sanitaria, è stato inserito in una graduatoria nazionale, che sarà aggiornata ogni due anni.

 

A tal fine il decreto prevede l’introduzione dell’Albo nazionale degli aspiranti direttori generali di Asl, ospedali-azienda e di tutti gli altri enti del Servizio sanitario nazionale dal quale le Regioni pescheranno i dirigenti a cui affidare gli incarichi.  I candidati per iscriversi all’Albo dovranno avere meno di 65 anni e possedere titoli specifici, tra cui laurea ed esperienza dirigenziale almeno di cinque anni nel settore sanitario o di sette in un altro settore, attestato di formazione in sanità pubblica cd organizzazione sanitaria. La valutazione dei candidati sarà affidata ad una commissione nazionale che esaminerà i titoli ed attribuirà un punteggio massimo di 100 (serviranno comunque almeno 75 punti per essere iscritti).

 

Da questa graduatoria le regioni e le province autonome dovranno attingere per il conferimento dei relativi incarichi da effettuare nell’ambito di una rosa di candidati costituita da coloro che, iscritti nell’elenco nazionale, abbiano manifestano l’interesse all’incarico da ricoprire.  La scelta del candidato sarà possibile solo dopo le valutazioni di una commissione locale regionale che valuterà i candidati per titoli e colloquio, tenendo conto anche di eventuali provvedimenti di violazione degli obblighi in materia di trasparenza dei singoli. La commissione regionale indicherà, in sostanza, una terna di idonei all’interno della quale il presidente di Regione nominerà il prescelto. Dalla terna saranno esclusi i candidati che abbiano ricoperto già per due volte l’incarico nella stessa azienda sanitaria.

 

L’incarico dirigenziale avrà una durata oscillante da un minino di 3 ad un massimo di 5 anni e potrà essere rinnovato solo una volta nella stessa azienda sanitaria. Nel caso in cui il direttore generale non raggiunga gli obiettivi prefissati sia economico finanziari, sia con riferimento ai Livelli essenziali di assistenza e al programma valutazione esiti, o incorra in fatti di mala gestio, sarà soggetto alla decadenza automatica dall’incarico e il suo nominativo verrà cancellato dall’elenco nazionale. Non sarà pertanto più nominabile presso alcuna azienda sanitaria, fatto salvo il superamento di un nuovo concorso.

 

Un meccanismo analogo, graduatoria unica nazionale aggiornata ogni due anni, nomina e decadenza viene introdotto anche per la nomina dei direttori amministrativi e dei direttori sanitari, nonche’, ove previsti dalla legislazione regionale, dei direttori dei servizi socio – sanitari. L’unica distinzione è che costoro saranno scelti dai direttori generali della Asl e non dai governatori delle regioni. E anch’essi potranno decadere dall’incarico nel caso di manifesta violazione di leggi o regolamenti o del principio di buon andamento e imparzialita’.

 

Lo schema di decreto legislativo è attualmente all’esame delle Commissioni Parlamentari di Camera e Senato che dovranno formulare le rispettive osservazioni. Poi il testo tornerà a Palazzo Chigi per l’adozione definitiva.

 

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it) - articolo di Bruno Franzoni
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