Parlamento UE: risoluzione per i diritti dei disabili

lentepubblica.it • 27 Maggio 2015

invalidiPartecipazione e inclusione, non discriminazione, pari opportunità, accessibilità, libertà di movimento sono i principi alla base del provvedimento – adottato con l’ampia maggioranza di voti favorevoli – che sollecita la piena adozione dei contenuti della Convenzione Onu ratificata nel dicembre 2010.

 

Forte sostegno per la piena attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità: questo il contenuto della recente risoluzione approvata, la scorsa settimana, dal Parlamento europeo e adottato con una maggioranza schiacciante di voti a favore.

 

Il risultato di un lungo momento di confronto. Il provvedimento è stato varato al termine di una discussione plenaria e di un’audizione pubblica che ha visto politici, rappresentanti del movimento dei disabili e istituzioni dell’Unione europea discutere dello stato di avanzamento dell’applicazione della Convenzione Onu. La risoluzione rappresenta, così, un momento di sintesi che sollecita Bruxelles a un pieno coinvolgimento nel monitoraggio e nell’implementazione dell’accordo internazionale, in particolare per quanto riguarda un necessario processo di revisione realizzabile mediante un dialogo costruttivo tra l’Ue e l’Organizzazione delle Nazioni Unite.

 

I molti punti ancora inevasi dell’accordo internazionale.Partecipazione e inclusione, non discriminazione, pari opportunità, accessibilità, rispetto delle capacità dei minori disabili, libertà di movimento sono i capisaldi della Convenzione ai quali l’Europarlamento dovrà provvedere a conferire adesso pienezza di significato. Malgrado la Convenzione delle Nazioni Unite sia stata ratificata nel dicembre 2010, infatti, la sua applicazione è ancora assai lontana dall’essere soddisfacente: in particolare per quanto riguarda la parità di diritti nella partecipazione alle elezioni – sia come votanti che come candidati – la piena accessibilità ai siti web e la libertà di movimento all’interno dell’Ue.

 

“Essenziale un approccio coordinato tra gli Stati membri”. Per ovviare a questo ritardo generale – è stato sottolineato dagli eurodeputati – serve un approccio coordinato tra gli Stati membri. Sono circa 80 milioni le persone che, nell’Unione europea, hanno una forma di disabilità: una fascia ampia di popolazione – come testimoniano le informazioni fornite dall’Agenzia dell’Ue per i diritti fondamentali – costretta ad affrontare quotidianamente discriminazioni e ostacoli nell’esercizio dei propri diritti in condizioni di parità. In tale contesto si segnala, inoltre, il perdurare dell’assenza dell’Eu Accessibility Act, un atto europeo in materia di accessibilità che la Commissione ha “promesso” già nel 2011.

 

Gli ostacoli all’adozione del Trattato di Marrakesh. A motivare ulteriormente questa risoluzione anche le recenti indiscrezioni secondo cui Italia, Germania e Regno Unito, insieme ad altri Paesi, starebbero rallentando l’attuazione del Trattato di Marrakesh, l’accordo internazionale già firmato dall’Ue nell’aprile del 2014 che dispone un regime per lo scambio transnazionale di libri in formato accessibile. Strasburgo – si legge, dunque, nel provvedimento – “si impegna a collaborare attivamente con gli attori interessati per trovare una soluzione pragmatica ai fini dell’adesione al trattato di Marrakech”.

 

Tra i punti affrontati anche la parità di accesso al mercato del lavoro. L’Europarlamento ha invitato, infine, la Commissione europea a fornire spiegazioni per assicurare legalmente che alle persone con disabilità sia garantita la fruizione di pari opportunità, diritti fondamentali, parità di accesso ai servizi e al mercato del lavoro, nonché gli stessi diritti e doveri in materia di accesso alla previdenza sociale. “Tutte le persone con disabilità devono godere del diritto di libera circolazione che è proprio di tutti i cittadini dell’Ue”, dispone la risoluzione, sottolineando la necessità di migliorare l’attuazione della legislazione dell’Ue per assicurare che possano viaggiare autonomamente utilizzando tutti i mezzi di trasporto, compresi quelli pubblici.

Fonte: INAIL
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