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DL Concretezza 2019: per il Pubblico Impiego norme vessatorie?

lentepubblica.it • 21 Giugno 2019

dl-concretezza-2019-pubblico-impiegoDL Concretezza 2019: il Pubblico Impiego potrebbe in particolare risentire delle nuove disposizioni? Ecco l’allarme lanciato dalla FLC CGIL.


DL Concretezza 2019, Pubblico Impiego. Per la FLC CGIL si conferma l’atteggiamento ostile del governo nei confronti del pubblico impiego, con l’intento di sviare l’attenzione dai bisogni concreti delle pubbliche amministrazioni.

Con l’approvazione definitiva in Senato il 12 giugno scorso è diventato legge il DDL recante “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”, presentato dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e già approvato, con una serie di emendamenti, dalla Camera dei Deputati.

DL Concretezza 2019 Pubblico Impiego: la FLC CGIL lancia l’allarme

Registriamo con grande preoccupazione quanto previsto dall’art. 1 della legge che istituisce, presso il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il “Nucleo della Concretezza”. Un organismo di controllo sulle azioni intraprese dalle PA per implementarne l’efficienza e l’efficacia.

Il tutto è inserito in un Piano triennale denominato “Piano triennale delle azioni concrete per l’efficienza delle pubbliche amministrazioni”.

La legge prevede, inoltre, l’istituzione del controllo biometrico anche per il personale del Comparto Istruzione e Ricerca. Benché per la Scuola sia limitato al personale ATA e dirigente scolastico. Bene l’esclusione del personale docente ed educativo, anche se tale esclusione, a nostro avviso, deve includere tutto il personale del comparto.

Riteniamo entrambe le misure solo inutili ed onerose, tanto che fin dal primo momento abbiamo richiesto che non fossero estese al comparto Istruzione e Ricerca, di cui non viene presa in considerazione né la specificità né la professionalità.

La questione delle Scuole

Nelle scuole, infatti, è molto forte ed esteso il controllo sociale sull’attività degli operatori scolastici e le relazioni fra i soggetti sono talmente intense, numerose e continuative, da rendere immotivata l’esigenza di un controllo esterno all’amministrazione scolastica ed eccedente alle finalità dichiarate il ricorso a misure di controllo biometrico. Da anni chiediamo che si riconosca la specificità del lavoro che si svolge nelle scuole perché le scuole non sono un ufficio qualsiasi: il personale delle scuole non fa lo stesso lavoro degli altri dipendenti pubblici ed i dirigenti scolastici non sono assimilabili a nessun altro dirigente pubblico. Principio che va esteso a tutto il personale del comparto “Istruzione e Ricerca”.

L’introduzione dei controlli biometrici è una pratica intrusiva della privacy degli individui che viola l’articolo 4 della legge 300/70, sulla quale si è espresso con un parere negativo in sede di audizione anche il Garante della Privacy che, richiamando anche la normativa europea, ritiene questo provvedimento del tutto ingiustificato, considerati i bassi tassi di assenteismo nell’intero comparto. E’ una spesa inutile l’installazione in ognuno dei 43.000 edifici scolastici del territorio italiano di rilevatori di impronte digitali, allo scopo di contrastare l’assenteismo che si anniderebbe nelle scuole.  

Le richieste del sindacato

Facciamo nostra la valutazione espressa dalla segretaria confederale della CGIL sull’inutilità di questa legge ai fini del miglioramento della pubblica amministrazione. La FLC CGIL chiede un forte e concreto segnale di svolta e attenzione nei confronti del personale del comparto Istruzione e Ricerca.

Poiché è inaccettabile che si continui ad intervenire con lo strumento legislativo su materie di stretta competenza contrattuale.

Naturalmente denunciamo la strumentalità di queste azioni. Che mirano a screditare la professionalità dell’intera categoria proprio nel momento in cui ci si è avviati al rinnovo contrattuale.

Mentre gli investimenti in istruzione e ricerca in Italia sono sotto la media europea, anziché indirizzare le risorse sui settori pubblici si attuano misure che ripropongono un’idea trita e ritrita del lavoro pubblico. E ciò avviene, come è successo in passato, alla vigilia del rinnovo del prossimo contratto nazionale.

Ci siamo opposti fin dal primo momento al disegno di legge, presentando emendamenti al testo in discussione. Perché l’articolato fosse profondamente modificato al fine di eliminare un organismo di controllo oneroso come il Nucleo Concretezza. E perché fossero eliminati per tutto il personale del Comparto Istruzione e Ricerca i controlli biometrici.

Per questo continueremo a contrastare in ogni modo questa politica gestionale autoritaria dei settori della Conoscenza. Che svilisce la professionalità e la dignità del personale ivi impegnato.

Fonte: FLC CGIL - Federazione Lavoratori della Conoscenza
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