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Ferie solidali nel Pubblico impiego: ecco cosa sono

lentepubblica.it • 16 Giugno 2022

ferie solidali pubblico impiegoSi sente spesso parlare di dipendenti che “donano” giorni di ferie ad altri colleghi, per motivi famigliari. Vediamo allora un focus sulle ferie solidali nel Pubblico impiego.


Ferie solidali Pubblico impiego: la cronaca ci ha più volte raccontato di colleghi che hanno “donato” le loro ferie ad altri dipendenti che ne avevano bisogno, a causa di situazioni famigliari difficili. Il fenomeno si è moltiplicato durante la pandemia, con molti lavoratori che hanno donato le proprie ferie a colleghi con figli con Covid-19.

In questo caso, si parla di ferie solidali o cessione delle ferie. Ma di cosa si tratta? Vediamolo insieme.

Ferie solidali Pubblico impiego: cosa sono

Le ferie solidali sono la possibilità di cedere i propri giorni di ferie ad un collega che ne ha bisogno, per poter assistere i figli minori che necessitano di cure specifiche. Il tutto avviene a titolo gratuito.

La norma può essere adottata solo ad alcune condizioni:

  • Le ferie possono essere cedute solamente ad un dipendente che ha lo stesso rapporto di lavoro col datore di chi le cede;
  • La cessione è a titolo gratuito;
  • Le ferie possono essere cedute solamente nel caso di figli minori gravemente malati e che necessitano assistenza.

Ferie solidali Pubblico impiego: come funzionano

Le ferie solidali sono state introdotte dal Jobs Act, più specificatamente dall’art.24 del Decreto legislativo del 14 settembre 2015, n.151, che dice:

“Fermi restando i diritti di cui al D. Lgs. 8 aprile 2003, n. 66, i lavoratori possono cedere a titolo gratuito i riposi e le ferie da loro maturati ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, al fine di consentire a questi ultimi di assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti, nella misura, alle condizioni e secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale applicabili al rapporto di lavoro”.

La misura è disciplinata dai CCNL di categoria, che stabiliscono le regole, come le condizioni di cessione e l’ammontare delle ferie che possono essere cedute.
Nel caso non siano previste dalla contrattazione collettiva, le ferie non possono essere cedute.

È importante, inoltre, che i giorni di ferie ceduti rientrino nei giorni di ferie eccedenti al minimo garantito per legge. Per legge, quindi, possono essere cedute solamente le ferie che eccedono dalle quattro settimane annuali che spettano ad ogni lavoratore, così come disciplinato dall’art.10 del decreto legislativo n.66/2003.

La stessa regola vale anche per i riposi giornalieri ceduti.

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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