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Diritto al part-time sarà esteso anche a lavoratori con gravi disabilità

lentepubblica.it • 20 Marzo 2015

gravi, invalidiLo prevede uno dei decreti attuativi – ora all’esame delle Camere per l’approvazione – del Jobs Act, che estende l’agevolazione a chi è affetto da patologie cronico-degenerative ingravescenti (se accertate da un’apposita commissione presso l’Asl). Per i loro familiari priorità nell’accesso all’orario ridotto.

 

Il diritto di richiedere il part-time sarà ampliato anche a lavoratori affetti da gravi patologie cronico-degenerative, purché accertate da un’apposita commissione presso l’Asl. A prevederlo è uno dei quattro decreti attuativi del Jobs Act, provvedimenti attualmente all’esame delle Camere prima dell’attuazione definitiva.

 

Il diritto non più limitato ai soli malati oncologici. Oltre a trasformare il proprio rapporto di lavoro, possibilità attualmente riservata solo ai malati oncologici, i lavoratori del settore pubblico e del settore privato colpiti da queste gravi patologie potranno “ritornare” a tempo pieno una volta terminata la terapia o il ciclo di cure previsto. Una scelta, tra l’altro, alla quale l’azienda non si potrà opporre.

 

Interessati anche i familiari conviventi. Per queste persone, dunque, il passaggio al part-time rappresenterà un diritto che il datore di lavoro non negare in alcun modo. I loro coniugi, figli o genitori, invece, potranno usufruire solo di una priorità nell’accesso all’orario ridotto. Tale priorità viene riconosciuta anche ai familiari conviventi di persone con invalidità pari al 100% che necessitano di assistenza continua e ai soli genitori di portatori di handicap a prescindere dal livello di gravità.

Fonte: INAIL
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