I progetti di ricerca dell’INAIL si rinnovano per scongiurare le tragedie sul lavoro

lentepubblica.it • 23 Settembre 2014

In un incontro aperto con la comunità scientifica dell’Istituto, e in collegamento con le direzioni regionali, il presidente Massimo De Felice ha illustrato le nuove modalità di ricerca che si intende portare avanti nei prossimi anni, in vista degli obiettivi che saranno fissati nel Piano 2016-2018

Una razionalizzazione più funzionale delle attività di ricerca, in un rinnovato modello di governance del settore più utile e maggiormente coordinato alla promozione verso l’esterno. Alla vigilia dell’insediamento del nuovo Comitato scientifico, previsto per il 26 settembre, e della ridefinizione delle linee guida per il piano della ricerca 2016-2018 a cui sta lavorando il Comitato di indirizzo e vigilanza, il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, ha incontrato oggi, presso l’Auditorium della sede centrale all’Eur, una folta rappresentanza dei ricercatori dell’Istituto per presentare le attività legate alla ricerca, a partire dalle azioni preliminari al disegno di governance e al nuovo modello recentemente approvato.

Ricerca come partecipazione integrata con le attività dell’Inail.Alla presenza del direttore generale, Giuseppe Lucibello, e collegato in videoconferenza con le sedi regionali, De Felice ha illustrato i nuovi assi portanti della ricerca Inail. Dopo aver ricordato che la ‘ricerca Inail’ consolida e rafforza quella già condotta dall’Istituto, a cui si sono aggiunti via via i temi scientifici già propri dell’Ispesl, incorporato nel 2010 nell’Istituto, De Felice ha fatto proprie le parole con cui Giorgio Fuà descriveva ai giovani ricercatori che stava esaminando la sua idea di cosa dovesse essere il “servizio studi dell’Eni: “costruire e far funzionare un’organizzazione pensante”, in cui l’obiettivo principale è dato dalla “partecipazione quotidiana alla determinazione della strategia dell’Ente e non principalmente da pubblicazioni”. Ne deriva che la ricerca “interna” va integrata con l’azione e che il collegamento tra Inail e ricerca debba essere costituito in termini di assoluta positività, essendo il primo una ‘grande opportunità’ per i ricercatori e la seconda una altrettanto ‘grande opportunità’ per l’Istituto. In questo contesto, la ricerca in Inail assume una significativa importanza, in quanto assicura il suo contributo agli ambiti istituzionali (dalla prevenzione alla formazione), apporta il proprio metodo alle attività dell’Istituto e collabora nella gestione degli esiti dell’attività scientifica. Per fare questo, ha proseguito il presidente, c’è necessità di coordinamento tra i progetti e le azioni operative e di un controllo accurato, che possa esprimersi in una valutazione rigorosa di progetti e finalità, e in una cura e disciplina dello stile di comunicazione dei risultati, in grado di formulare una propria specificità.

Una razionalizzazione mirata attraverso un coordinamento funzionale. Tre sono, quindi, le azioni preliminari al disegno di governance: 1) un controllo rigoroso e diligente dell’attività di omologazione e verifica, che disponga di un’analisi approfondita dei dati su ‘servizi richiesti’ nei confronti delle ‘prestazioni rese’ e in grado di organizzare una risposta efficiente alla domanda e una localizzazione efficace dei gruppi di esperti; 2) una gestione accorta delle banche dati aziendali, che devono far parte della competenza gestionale della nuova Direzione Organizzazione Digitale. In questo disegno rientra l’assoggettamento dei database di tipo statistico non ancora attivi ai criteri già stabiliti (o in fase di definizione) per i database dell’Istituto, una pubblicizzazione, in una sezione ‘storica’ dei database non aggiornati e un inquadramento – secondo il principio “data quality” – delle banche dati di tipo non-quantitativo; 3) una disciplina uniforme e unitaria delle attività formative ed editoriali. In particolare, l’attività di formazione va programmata in un “piano” di coordinamento unico delle attività poste in essere dall’Istituto, mentre i risultati della ricerche (e le relazioni complete) andrebbero pubblicate prioritariamente nei ‘Quaderni di ricerca Inail’, prima di vedere la luce sulle principali riviste scientifiche specializzate. Analogamente, anche la pubblicazione di libri e rapporti andrebbe programmata in un piano editoriale con un preciso stile riconoscibile (lo “stile Inail”, come ha sottolineato più volte il presidente).

La ricerca Inail settore per settore. Riguardo al nuovo modello di governance, De Felice ha indicato le attività che la neocostituita direzione centrale Ricerca dovrebbe realizzare: in primo luogo, i progetti di ricerca coordinati con omologazione e verifica di conformità; collegati ai progetti, i corsi di formazione, la produzione di articoli tecnici e note informative, l’elaborazione di rapporti periodici e la partecipazione alla gestione di banche dati settoriali, che andrebbero a distribuirsi in quattro aree di ricerca così specificate: 1) Rischi lavorativi (con le sotto-aree dei rischi chimici, fisici, biologici, psicosociali e organizzativi, emergenti); 2) Rischi su impianti, macchine e attrezzature (con le sotto-aree dei cantieri temporanei o mobili, impianti a pressione, impianti elettrici, rischi ambientali, biotecnologie); 3) Infortuni e malattie professionali (con le 2 sotto-aree di monitoraggio della salute ed epidemiologia occupazionale); 4) Mutamenti organizzativi e socio-demografici del lavoro (con le sotto-aree luoghi di lavoro e organizzazione, processi lavorativi, occupazioni e categorie vulnerabili, ambienti di vita).

Chi guida la governante. A guidare la governance della ricerca sono chiamati il Comitato scientifico, il Civ e il ‘Tavolo della Ricerca’. Al primo spettano la definizione degli standard per la proposizione del piano di ricerca. Standard che regolano, da un lato, la redazione dei progetti e i suoi obiettivi, l’impegno temporale dei ricercatori e il numero massimo di progetti ascrivibili e, in secondo luogo, la definizione dei criteri di valutazione dei progetti in avvio e nelle fasi intermedie e di conclusione. Al Civ compete la determinazione dei settori tematici, delle risorse finanziarie e della percentuale di ripartizione sulle singole aree su cui proporre e calibrare i progetti di ricerca, oltre ai criteri di riallocazione di risorse residuali. Infine, il ‘Tavolo della Ricerca’, presieduto dal direttore generale e composto da rappresentanti provenienti in prima battuta da direzione centrale Ricerca, Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale, Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti ed Insediamenti Antropici, Direzione Centrale Prevenzione, Direzione Centrale Prestazioni Sanitarie e Reinserimento, Sovrintendenza Sanitaria Centrale (ma si sta lavorando alla formazione e l’elenco è da considerarsi aperto e non esaustivo) è l’organismo chiamato ad esaminare la richiesta esterna all’Inail proveniente da committenti istituzionali (Ministeri, Regioni e altri soggetti).

 

FONTE: INAIL

 

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