INAIL: studio sul danno biologico infortuni sul lavoro

lentepubblica.it • 8 Gennaio 2015

Analizzato il sistema di tutela degli infortuni e delle malattie professionali alla luce del dlgs 38/2000, attraverso l’attività di monitoraggio promossa dall’Istituto da oltre un decennio e offre spunti per eventuali modifiche e integrazioni su strumenti tabellari e soglie di franchigia dell’attuale impianto indennitario.
E’online sul portale dell’Istituto un nuovo numero dei Quaderni di ricerca dal titolo “Danno biologico: monitoraggio, criticità e prospettive d’interesse medico-legale a dieci anni dall’introduzione della nuova disciplina”. Il testo analizza il sistema di tutela degli infortuni e delle malattie professionali come innovato dal dlgs 38/2000, alla luce delle risultanze dell’apparato di monitoraggio attivato dall’Istituto da oltre un decennio.

Il sistema indennitario alla luce dell’introduzione del danno biologico. Lo studio ha lo scopo di verificare il grado di attuazione dei vari strumenti che hanno regolato l’introduzione del danno biologico nel sistema indennitario Inail. Sono proposti e analizzati i dati della casistica ultradecennale, ripercorse le novità legislative che hanno arricchito e modificato il sistema nel periodo in esame e formulate proposte di integrazione delle attività e procedure Inail. Fino al 2000 il sistema di tutela degli infortuni e delle malattie professionali è stato disciplinato dal Testo Unico n.1124 del 1965. Successivamente il decreto legislativo n.38 del 23 febbraio 2000 ha introdotto il “danno biologico” . “Dal 1904 al 2000 l’oggetto della tutela è rimasto praticamente immutato – spiega Patrizio Rossi, medico Inail e autore della pubblicazione – Poi, con l’introduzione del danno biologico c’è stato un cambiamento significativo”. Il monitoraggio Inail per la verifica delle attività medico-legali.

Questo cambiamento ha indotto l’Inail ad attivare, a partire dal 2001, un sistema di monitoraggio “al fine di studiare e valutare tutti gli strumenti di applicazione della legge sotto il profilo scientifico, cosa che costituisce uno dei pochi esempi di verifica delle attività medico-legali in questo ambito”, continua Rossi. L’attività di monitoraggio è realizzata con il supporto di schede di rilevamento tutte inserite nel sistema informatico di cartella clinica. Nel Quaderno sono prospettati i risultati dell’attività di monitoraggio medico legale di natura quali-quantitativa, è studiato l’andamento negli anni delle valutazioni effettuate dai sanitari dell’Istituto con l’obiettivo di verificare il sistema nel suo complesso, è esaminata la congruità delle tabelle di legge e la rispondenza dei nuovi istituti normativi alle finalità indennitarie.

Garantito l’equilibrio del sistema sotto diversi profili. Nell’ultimo capitolo del libro l’autore offre spunti di riflessione per eventuali modifiche e integrazioni di tabelle, istituti normativi, soglie di franchigia e modalità di accertamento nonché e suggerisce la previsione di nuove funzioni medico-legali, per esempio in tema di malpractice sanitaria e sequele indennitarie. Tra le proposte di modifica, infatti, c’è quella di creare uno strumento medico-legale per analizzare i casi in cui una condotta medica non corretta abbia concorso al maggior danno che l’Istituto comunque indennizza. Secondo Rossi lo studio riassunto nel libro mostra che “la legge, così come è stata realizzata, ha raggiunto il suo obiettivo, ovvero quello di coniugare esigenze di personalizzazione del ristoro Inail, ampliare la platea degli assicurati tutelati, garantire l’equilibrio del sistema sotto il profilo economico, inoltre ha anche riequilibrato e temperato le procedure risarcitorie nei confronti del datore di lavoro”.

 

 
FONTE: INAIL

 

 

 

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