Proposta per aumentare detrazioni sul lavoro domestico

lentepubblica.it • 11 Marzo 2016

assicurazione inail infortuni domesticiUna proposta di legge del Pd a prima firma di Patrizia Maestri per sostenere le famiglie nel lavoro domestico e far emergere il ‘nero’ che contraddistingue il settore. Il progetto e’ stato presentato ieri mattina in conferenza stampa alla Camera dei Deputati da Patrizia Maestri, Cesare Damiano, Silvia Fregolent e Andrea Zini, vice presidente di Assindatcolf, l’associazione nazionale dei datori del lavoro domestico.

 

La proposta di legge (AC 3363) propone di rafforzare gli strumenti di sostegno fiscale a favore delle famiglie che per necessità o per scelta decidono di avvalersi della collaborazione professionale di un addetto all’assistenza personale contribuendo anche all’emersione di forme di irregolarità nella conduzione dei rapporti di lavoro.  Obiettivo da raggiungere, aumentando da 1.549,37 euro a 2.500 euro l’importo massimo deducibile per gli oneri versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare, e da 2.100 euro a 4.000 euro il massimale detraibile e da 40.000 a 50.000 il reddito complessivo al di sotto del quale è possibile fruire dello sconto fiscale. L’articolo estende altresì la possibilità di fruire della detrazione, oggi riservata all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, anche ai soggetti di età non superiore a 3 anni e non inferiore a 80 anni.

 

I deputati prevedono anche una stretta sull’utilizzo dei voucher estendendo a tutte le categorie di lavoratori, e quindi non solo ai committenti imprenditori o professionisti, come attualmente previsto, il limite di compenso di 2.000 euro annui per ognuna delle attività lavorative che possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente. L’obiettivo della modifica è quello di contrastare l’utilizzo improprio dei voucher e di indirizzare i committenti verso la contrattualizzazione ordinaria. Le famiglie – ricordano i deputati Dem -, nella loro qualità di datori di lavoro domestico, sostengono tutti gli obblighi e gli oneri che in materia gravano sul lavoro dipendente; esse non beneficiano di alcun sostegno da parte dello Stato se non attraverso una parziale deducibilità degli oneri previdenziali e la detraibilità al 19 per cento dei costi per l’assistenza personale destinata a un soggetto non autosufficiente.

 

Silvia Fregolent, vice capogruppo Pd in commissione Finanze, garantisce che i democratici si impegneranno a sostenere la proposta perche’ possa andare avanti in modo rafforzato. Anche il presidente della commissione Lavoro di Montecitorio, Cesare Damiano, la appoggia “volentieri” perche’ e’ “l’uovo di Colombo, purtroppo pero’ l’uovo di Colombo non viene sempre apprezzato” per questioni bilancio. “Si fa un gran parlare di famiglia- sottolinea- e questa e’ proprio una proposta che puo’ aiutare il welfare familiare e far emergere il lavoro nero”

 

«Si tratterebbe­ spiega il vicepresidente di Assindatcolf, Andrea Zini ­ di un primo, significativo e indispensabile passo in avanti per rendere sostenibile una spesa ormai divenuta fissa per tante famiglie. A nostro avviso però -­ prosegue Zini -­ il futuro ha solo un nome e si chiama deduzione totale del costo del lavoro domestico. Una misura di equità sociale non più rinviabile che andrebbe ad aumentare ulteriormente ed in modo strutturale il pubblico di beneficiari».

 

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it) - articolo di Dario Canova
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