fbpx

Personale soprannumerario nelle PA: alcune regole

lentepubblica.it • 7 Marzo 2016

PERSONALE_PA--258x258“Sono soddisfatto perché il ministro Madia ci dato rassicurazioni sull’inserimento degli addetti delle Province soprannumerari nei Comuni”. Così il vicepresidente vicario dell’Anci, Paolo Perrone, a margine della Conferenza unificata. “Ora – ha aggiunto – si tratta di verificare quali categorie di questi lavoratori verranno autorizzate, ma fare luce su questo tema è importante perché i Comuni chiedono certezze”. Quanto al congelamento dei posti disponibili per i dirigenti, “questo dovrebbe valere a nostro giudizio solo per le amministrazioni centrali”, mentre sul tema del turnover del personale negli enti locali, Perrone ha spiegato: “La percentuale del 25% va rivista perché crea molti problemi per il ricambio del personale nei Comuni”.

 

Il comma 428 della legge di stabilità 2015 reca una disposizione di chiusura dell’intero processo di riassorbimento del personale sovrannumerario, prendendo in considerazione l’ipotesi residuale in cui vi siano unità sovrannumerarie non utilmente ricollocate all’esito delle procedure previste dai commi 421-425. La previsione, tuttavia, potrà applicarsi solo al 31 dicembre 2016.

 

A tale riguardo, il legislatore prevede l’implementazione, nel rispetto delle prerogative sindacali, di istituti contrattuali di solidarietà che consistono nel ricorso al contratto a tempo parziale al fine di ripartire tra tutto il personale rimasto in servizio nell’ente di area vasta, senza più distinzione tra personale adibito alle funzioni fondamentali e quello precedentemente individuato in soprannumero, il valore finanziario del personale soprannumerario non ricollocato.

 

La norma si indirizza espressamente a tutti gli enti di area vasta, pertanto ne sono interessate sia Province sia Città metropolitane. Gli atti da adottare sono in capo a tali amministrazioni.

Fonte: ASFEL - Associazione Servizi Finanziari Enti Locali
avatar
  Subscribe  
Notificami