Piano straordinario di assunzioni: ecco dove finiranno i docenti

lentepubblica.it • 27 Agosto 2015

posizioni, contratti ata, assunzioniLa maggioranza dei docenti precari rischia il trasferimento al nord. E’ quanto emerge della tabella pubblicate oggi dal Miur che rendono note le cattedre disponibili per la fase B del programma straordinario di assunzioni, quello che dovrebbe concludersi entro i primi di settembre.Le cattedre che gli uffici scolastici provinciali e regionali non sono riusciti ad assegnare per mancanza di aspiranti nelle fasi ordinarie –  la fase zero e la fase A  –  adesso verranno infatti spalmati su tutto il territorio nazionale e verranno assegnate senza più vincolo territoriale in base al punteggio e alle preferenze espresse al momento della domanda online.

 

In tutto, comunicano da viale Trastevere, sono 16.210 posti, più della metà dei quali su posti di sostegno. Ma è soprattutto nelle regioni settentrionali che si addensano i vuoti di organico. Nelle regioni del nord i posti disponibili ammontano a 11.464 posti, pari al 71 per cento del totale. Al Sud, sono rimasti appena 1.514 posti vacanti, pari al 9 per cento del totale, mentre al centro resta il 20% dei posti.

 

Il sud si conferma la meta preferita per la maggioranza dei docenti precari: Campania e Sicilia hanno registrato oltre 11mila candidature ciascuna, seguite a ruota da Lazio e Puglia con rispettivamente 7mila e 6mila domande.

 

Poche le richieste per gran parte delle regioni del nord (meno di mille le domande pervenute per Friuli Venezia Giulia e Liguria), poco più di 2mila domande per il Piemonte, 3600 le domande per Emilia Romagna e Veneto, 6.600 per la Lombardia. Incrociando i due dati, ne consegue che quasi tutti i posti rimasti vacanti nelle regioni settentrionali saranno presumibilmente occupati nella fase B da precari meridionali, che hanno più anni di servizio alle spalle e punteggi generalmente superiori. Poi, a novembre, scatterà la fase C, con 55mila posti distribuiti a livello regionale sull’organico per il potenziamento dell’offerta formativa.

 

Ora la palla passa al Miur che dovrà completare il quadro delle disponibilità e verificare le domande accoglibili. Il fenomeno della migrazione forzata sarà in parte attenuato dal rinvio del raggiungimento della sede per chi abbia in corso una supplenza annuale o al 30 giugno. Chi dovrà migrare potrà comunque cercare di riavvicinarsi tramite il piano straordinario di mobilità in programma per il 2016/2017.

 

In allegato all’articolo il prospetto con tutti i dati in dettaglio.

 

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it) - articolo di Nicola Colapinto
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