Polizia Locale: in quali casi è previsto l’equo indennizzo?

lentepubblica.it • 3 Aprile 2017

polizia locale equo indennizzo 2Lo prevede il Dl sicurezza in discussione al Senato. Ma per il personale della polizia locale in quali casi è previsto?


 

Equo indennizzo e rimborso delle spese di degenza per causa di servizio anche per il personale della polizia locale. L’articolo 7 del decreto legge sulla sicurezza nelle città già approvato dalla Camera e attualmente all’esame del Senato ripristina due istituti soppressi nel 2012 con la Riforma Fornero per la generalità dei pubblici dipendenti.

 

Per la copertura degli oneri derivanti derivanti dalla disposizione, quantificati in 2 milioni e mezzo di euro annui a decorrere dall’anno 2017, si prevede una corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica. La norma approvata dispone, altresì, che – con riferimento alla corresponsione di tali benefici  – con decreto del Ministro dell’interno, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, siano stabiliti i criteri e le modalità di rimborso delle spese sostenute dai Comuni.

 

L’equo indennizzo, come noto, consiste in una somma di denaro corrisposta una tantum dall’Amministrazione al dipendente che abbia subito un’invalidità permanente dovuta a fatti di servizio, indipendentemente da responsabilità della Pubblica Amministrazione che abbia determinato una menomazione dell’integrità psico-fisica ascrivibile ad una delle categorie tabellari del testo unico delle pensioni di guerra (Tabelle A e B allegate al DPR 30.12.1981, n. 834, che ha sostituito le tabelle allegate al DPR 23.12.1978, n. 915). La misura dell’indennizzo è pari ad una percentuale (dal 3 al 200%), graduata in funzione della gravità della menomazione subita, dell’importo dello stipendio tabellare in godimento alla data di presentazione della domanda, con esclusione di tutte le altre voci retributive anche aventi carattere fisso e continuativo (es. R.I.A., assegno ad personam, tredicesima mensilità , indennità integrativa speciale ecc). Accanto all’equo indennizzo il personale della polizia municipale potrà godere del rimborso delle spese di degenza ospedaliera per infermità o lesioni derivanti dal ragioni di servizio.

 

Dal 6 dicembre 2011 i due istituti erano stati soppressi, assieme alla pensione privilegiata, per tutto il personale civile dello Stato tra cui il personale della polizia locale e della polizia provinciale, comparti non assimilati al comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico e VV.FF che, invece, non sono stati coinvolti nella scure della Riforma Fornero. Il ripristino, tuttavia, non si estende alla pensione privilegiata nè interesserà il personale della polizia provinciale o di altri enti territoriali. 

 

Positivo il giudizio delle sigle sindacali che da tempo chiedevano una correzione della normativa. Era ora di porre fine ad una discriminazione inaccettabile per gli appartenenti ai Corpi e ai Servizi di Polizia Locale scrivono in una nota la Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. Riteniamo rilevante – proseguono le organizzazioni sindacali – l’introduzione nel D.L. della possibilità per gli operatori di avere accesso alle banche dati in uso alle altre forze di polizia, al fine di rafforzare e dare concreta attuazione alla collaborazione e al rapporto sinergico tra i diversi corpi. Altra questione fondamentale è lo sblocco del turn-over. Questo consentirà di  intervenire sugli organici fortemente depauperati dai provvedimenti restrittivi degli ultimi anni, che hanno mortificato la capacità e la professionalità della Polizia Locale sulla base di una logica ragionieristica e ‘di cassa’ che non ha minimamente tenuto conto della necessità di garantire servizi adeguati e sicurezza ai cittadini. Si tratta di un primo passo concreto verso i giusti riconoscimenti che la categoria attende da anni, ma non basta”, specificano le Federazioni.

 

AIPP: estendere i benefici alle polizie provinciali

 

Tali possibilità, a giudizio dell’AIPP, l’Associazione Italiana degli Agenti delle Polizie Provinciali, vanno però estese al personale di polizia locale di qualunque ente territoriale. “E’ di tutta evidenza che la nuova norma non debba creare situazioni di serie A e di serie B nell’ambito del medesimo settore della polizia locale, considerato che sperequazioni del genere, oltre che di dubbia costituzionalità, sarebbero illogiche sotto il profilo organizzativo e dell’efficienza della pubblica amministrazione. E’ dunque fondamentale che il Senato migliori il testo della legge di conversione superando inaccettabili disparità di trattamento tra personale delle polizie locali dei Comuni, delle Province, delle Città metropolitane e dei servizi di vigilanza rurale istituiti recentemente da tre Regioni.

 

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it) - articolo di Bernardo Diaz
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