Polo Unico Visite Fiscali: premi ai medici che fanno più controlli?

lentepubblica.it • 10 Dicembre 2018

polo-unico-visite-fiscali-premi-mediciPolo Unico Visite Fiscali: premi ai medici che fanno più controlli? Ecco alcune indicazioni che emergono dalle linne guida dell’INPS in materia.


L’INPS con Messaggio n. 1399-2018 ha fornito un riepilogo delle disposizioni di legge vigenti in materia e delle istruzioni operative diramate, rammentando la normativa istitutiva del Polo Unico per le visite fiscali: per i medici premi a chi opera più controlli e più visite?

 

Polo Unico Visite Fiscali: premi ai medici

 

Il Polo Unico visite fiscali è entrato in vigore dal 1° settembre 2017 e si occupa di gestire i controlli medici fiscali dei dipendenti pubblici e privati assenti per malattia. Il tutto è gestito dal grande “cervellone” dell’INPS in dote al Polo Unico.

 

Nelle linee guida Inps-sindacati sulle nuove regole delle visite fiscali per i dipendenti pubblici e privati, sono stati previste nuove regole per le visite fiscali, per l’appunto. Altre indicazioni in materia arrivano tuttavia, anche da altri documenti, come il “Piano delle Performance 2018-2020” redatto dallo stesso ente di previdenza all’inizio di quest’anno.

 

All’interno di questo documento, per i medici fiscali del polo unico medicina fiscale sono previsti premi, obiettivi e indennità oraria.

 

Com riportato anche da Il Fatto Quotidiano, la conferma arriva poi dal capo del personale dell’Istituto: l’ente riconoscerà un incentivo ai dirigenti dell’area medico-legale in base a quante prestazioni per malattia e invalidità riusciranno a revocare.

 

Che siano spuntate queste due voci tra gli “indicatori di efficienza” che concorrono alle retribuzioni di risultato dei 517 medici-commissari dell’ente è scritto proprio nel documento sopra citato, all’art.7 del documento, approvato il 13 marzo dal presidente dell’Inps Tito Boeri.

 

Nello specifico, sono previsti un’indennità oraria base di disponibilità e maggiorazioni proporzionate al numero di visite di controllo domiciliari e ambulatoriali ed eventualmente legate a specifici obiettivi. Ciò dovrebbe, nelle idee dell’INPS, favorire l’accertamento medico dei dipendenti assenti per malattia.

 

Il governo ha dato la possibilità di riconoscere al medico di lista un compenso fisso, ancora da stabilire, e un compenso variabile in funzione al numero di visite fiscali che riuscirà ad espletare nell’arco della giornata grazie anche alla migliore distribuzione e dislocazione dei medici che consentirà di ridurre i rimborsi e le indennità chilometriche.

 

Non sono mancare le critiche, come quelle dell’Ordine dei Medici il cui presidente, Filippo Anelli, ha parlato chiaramente di una “aberrazione per la professione”, evocando anche la disobbedienza perché “non siamo i medici dello Stato, ma dei cittadini”.

 

Infine parere negativo è stato espresso anche dal ministro della Salute Giulia Grillo, che ha scritto su Twitter “Revocare prestazioni per raggiungere obiettivi economici viola il codice deontologico dei medici”.

 

Cosa deve fare il medico?

 

Il medico fiscale se verifica come assente il soggetto in occasione della visita medica di controllo domiciliare, invita il medesimo con apposito avviso a presentarti in data specifica presso gli ambulatori della Struttura territoriale Inps di competenza.

 

Se nel giorno della prevista visita ambulatoriale il soggetto ha ripreso l’attività lavorativa, il titolare di malattia non è tenuto a sottoporsi nuovamente alla visita, ma deve comunque comunicarlo alla medesima Struttura Inps.

 

Ricordiamo che la malattia non può essere conteggiata nel periodo di ferie in quanto ne impedisce il godimento e pregiudica la funzione di riposo e recupero delle energie psicofisiche. Se il lavoratore presenta regolare certificato medico, il periodo di ferie è sospeso per tutta la durata della malattia, e avrà diritto a godere di altrettanti giorni di ferie in un periodo successivo (in proposito a nulla rileva che il lavoratore si trovi nello stesso luogo dove si è recato per le ferie).

 

In tali casi, però, il datore di lavoro ha il diritto di richiedere una visita fiscale per valutare se tale malattia impedisca realmente il godimento delle ferie e se il medico fiscale ritiene che non sia così la malattia viene interrotta ed il dipendente rimane in ferie. Anche in questo caso il dipendente che non accetta il parere del medico fiscale deve essere visitato dal primario medico legale dell’INPS o dell’A.S.L. per il giudizio definitivo.

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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