Forze di Polizia: manifestazione per bluff degli 80 euro

lentepubblica.it • 2 Dicembre 2015

sindacati poliziaLe organizzazioni autonome e indipendenti SAP, COISP e CONSAP (Polizia di Stato), SAPPE (Polizia Penitenziaria), SAPAF (Corpo Forestale) e CONAPO (Vigili del Fuoco), in rappresentanza della maggioranza del personale sindacalizzato di 4 Corpi in divisa dello Stato, hanno deciso di manifestare il giorno 3 dicembre a Pontassieve, davanti alla residenza del premier Renzi, per dichiarare la grave debilitazione dei comparti sicurezza e soccorso pubblico, depauperati da anni di tagli e ridimensionamenti che rendono difficile se non impossibile la sfida al terrorismo, alla criminalità, alle emergenze e soprattutto per denunciare il bluff del miliardo di euro annunciato dal Governo per la sicurezza e il bonus spot da 80 euro per le Forze dell’Ordine per il quale, addirittura, ad oggi manca formale conferma del Governo circa l’applicabilità anche ai Vigili del Fuoco!

 

Era già stata annunciata l’iniziativa di Pontassieve, ma la settimana scorsa, visto che noi manifestiamo a favore dei colleghi e non contro qualcuno per preconcetto, avevamo deciso di sospenderla perché volevamo capire e studiare bene il dettaglio delle pompose promesse del Presidente del Consiglio che dovevano rappresentare una risposta energica e concreta ai recenti attentati francesi, al rischio terrorismo in Italia nonché la testimonianza della vicinanza del Governo a quelle donne e uomini in divisa che sono chiamati a rischiare la propria vita per tutelare gli altri e tutto il Paese. Purtroppo, il bluff si è rivelato quasi subito per quello che era e la necessità di scendere in piazza è tornata forte in chi, come noi, rappresenta delle organizzazioni autonome e indipendenti delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, che non hanno e non vogliono potentati confederali o politici di riferimento a teleguidare la propria azione. Innanzitutto, non c’è un miliardo a disposizione della sicurezza, ma 500 milioni.

 

L’altro mezzo miliardo, infatti, è stato postato sulla difesa per finanziare i trattamenti e le spese di missioni internazionali, anche in vista di un nostro possibile ingresso nello scenario di guerra che si paventa contro l’Isis. Per quel che riguarda i 500 milioni, 150 andrebbero alla cosiddetta “cyber security”, la sicurezza delle informazioni in rete da cui dipende ormai tutta la vita della società occidentale e che i terroristi vorrebbero minare. Una scelta che poteva rappresentare un ottimo investimento in un contesto di potenziamento dell’apparato della sicurezza verso le nuove frontiere del crimine e l’allargamento delle capacità di conoscenza dei comportamenti terroristici e delittuosi. Una scelta che invece risulta in netto contrasto con l’intendimento del Governo, che per due volte siamo riusciti a bloccare, relativo alla chiusura dei presidi di sicurezza ed in particolare della Polizia postale e delle comunicazioni, che si occupa proprio di cyber crime e di contrasto ai reati informatici. Questi 150 milioni rischiano di essere come tegole nuove che si tenta di mettere su una casa diroccata. Quella “casa” sono i nostri comparti, debilitati da 10 anni di tagli continui e assurdi.

 

Ed è falso, come afferma qualche esponente di maggioranza, che negli ultimi 2 anni sono state postate maggiori risorse per la sicurezza. Falso perché le risorse che sono state previste sono servite per finanziare prima Expo e poi il Giubileo: 3.000 operatori in divisa da aggregare e tutto l’apparato conseguente hanno un costo. Queste persone devono bere, mangiare, dormire, fanno straordinari e comportano ovviamente spese. Quindi i soldi sono serviti a questo, non a rafforzare le Forze dell’Ordine che continuano ad essere debilitate. Ogni anno perdiamo 2.500 uomini perché col turn over al 55 per cento si assume solo un operatore ogni 2 pensionati, ma vogliono farci credere che abbiamo 2.500 operatori in più! Per l’igienizzazione e il decoro di 1.000 metri quadrati di nostri uffici sono a disposizione appena 2 ore di pulizie a settimana, presidi e comandi con centinaia di operatori hanno a disposizione 500 euro di cancelleria all’anno, le divise dobbiamo comprarle, i giubbotti antiproiettile sono scaduti, mezzi e strumenti sono quello che sono e tutti lo sappiamo, tranne chi fa finta di non vedere. Abbiamo poi altri 50 milioni per le attrezzature che non sono sufficienti. 15 milioni, ad esempio, vanno alla Polizia di Stato e potrebbero servire per acquistare solamente 10.000 giubbotti antiproiettile rinforzati per armi lunghe e un caricatore in più con relativo munizionamento.

 

Ma che cosa ci facciamo se abbiamo la quasi totalità del personale senza adeguate protezioni? Il Governo e chi lo rappresenta va in televisione a dire che sono arrivati 2.000 giubbotti nuovi. Ma omettono di dire che ne abbiamo dismessi 30.000! E lo stesso vale per le autovetture: se ne arrivano 500 nuove, almeno il triplo di quelle oggi in uso viene dismesso per consunzione!!! Ci stiamo prendendo in giro? Dunque 200 milioni per l’apparato (150 per la cyber security e 50 per le attrezzature) sono totalmente insufficienti. Come possiamo risolvere il problema della Polizia Penitenziaria che, in carenza di personale e di mezzi adeguati, svolge un lavoro difficilissimo e fondamentale all’interno delle carceri italiane? Come possiamo dare gli strumenti e i mezzi che servono ai Vigili del Fuoco, per altro già penalizzati a livello retributivo? Vogliamo poi parlare di un corpo d’eccellenza come la Forestale, che in nome di una riforma del sistema sicurezza farlocca e patacca si vorrebbe addirittura militarizzare? Restano a disposizione ancora 300 milioni, che sono destinati ai trattamenti economici. Abbiamo analizzato e studiato bene le cose, pertanto possiamo affermare senza ombra di dubbio che il bonus da 80 euro mensili a testa è uno spot. Innanzitutto va chiarito che non sono fondi strutturali, li avremo nel 2016 e poi nel 2017 non ci saranno più. In secondo luogo, essendo un bonus, non saranno tassati e dunque non avranno validità ai fini pensionistici e di liquidazione. Si tratta di uno zuccherino per l’anno nuovo che, terminato il proprio effetto, ci lascerà a bocca asciutta. Anzi amara. Più di prima.

 

Si tratta, vogliamo dirlo a gran voce, di un modo per eludere il dispositivo della Corte Costituzionale che la scorsa estate ha dichiarato illegittimo il blocco contrattuale che in questi 6 anni ha causato un danno medio di 10.000 euro pro-capite al personale. Un danno che si vorrebbe ammortizzare con una elargizione – perché di questo si tratta – di 960 euro!!! Per altro, la sentenza della Corte Costituzionale ha validità dal giorno della pubblicazione, dunque ci vengono scippati anche gli aumenti legittimi del 2015 per il periodo luglio – dicembre. Conti alla mano, se questi 300 milioni del bonus fossero postati per un contratto di lavoro, finanziando dunque anche la parte normativa, avremmo un aumento medio di 60 euro lordi mensili, con una forbice tra i 50 euro lordi mensili per l’agente fino a 70 euro lordi mensili per il vice questore aggiunto.Parliamo di 35 euro netti a testa. Senza un contratto adeguato non avremo miglioramenti normativi e soprattutto non avremo certezze per il 2017.

 

Questo è un atteggiamento scorretto nei confronti delle Forze dell’Ordine e dei Vigili del Fuoco. Serviva unicamente un miliardo di euro per iniziare a dare ossigeno al sistema della sicurezza, dopo anni di tagli. E servivano risorse aggiuntive per un contratto dignitoso e per un riordino delle carriere per tutti! Per questo il 3 dicembre saremo a Pontassieve, dopo aver portato 10.000 persone in piazza il 15 ottobre scorso. Il nostro percorso di mobilitazione continua e prosegue con maggiore forza.

Fonte: Agen Parl, Agenzia Parlamentare per l'Informazione Politica ed Economica - articolo di Ugo Giano
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