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Prepensionamento: fino a quando le PA possono farne uso?

lentepubblica.it • 12 Febbraio 2016

lavoratori precoci pensioniQuando scade la facoltà per le amministrazioni pubbliche di collocare a riposo i lavoratori dichiarati in esubero con la normativa Ante Fornero? Si chiuderà il 31 dicembre 2016 la facoltà per le pubbliche amministrazioni di collocare in quiescenza i dipendenti in soprannumero o in eccedenza all’esito a piani di riduzione delle piante organiche o da piani di ristrutturazioni avviati dalle Pa. La misura, contenuta nell’articolo 2, comma 11 del Dl 95/2012 (il cd. decreto sulla spending review), consente com’è noto, alle pubbliche amministrazioni di collocare il personale in esubero in pensione secondo la normativa Ante-Fornero a condizione che la finestra di accesso, verificata attraverso le regole pre-fornero, si apra entro il 31 Dicembre 2016.

 

Secondo la Funzione Pubblica sono circa 12mila i lavoratori che, nelle varie articolazioni delle Pubbliche amministrazioni, hanno fruito in questi quattro anni dell’agevolazione; si tratta soprattutto di ex lavoratori delle province coinvolti nel processo di riordino delle funzioni degli enti di Area Vasta all’indomani dell’approvazione della Legge Delrio.

 

Il canale di uscita riguarda, comunque, solo i casi di dichiarazione di soprannumerarietà o di eccedenza e non può mai essere utilizzato come strumento per eludere i nuovi requisiti della pensione di vecchiaia o anticipata, dettati dal Dl 201/2011. In altri termini non si tratta, quindi, di un diritto soggettivo del lavoratore, bensì di una scelta che opera l’Amministrazione nel contesto dei piani di razionalizzazione degli assetti organizzativi e di riduzione della spesa di personale.

 

Per giungere al collocamento a riposo del dipendente pubblico la pubblica amministrazione deve dapprima procedere alla dichiarazione di soprannumero o eccedenza di personale segnalandola preventivamente al rappresentante sindacale del comparto. L’ente pubblico dovrà inoltre effettuare una ricognizione delle posizioni dei lavoratori che potrebbero risultare in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi vigenti prima del decreto legge 201/2011 e, quindi, chiedere all’Inps la certificazione del diritto a pensione e della relativa decorrenza.

 

L’istituto previdenziale ha trenta giorni di tempo per fornire la risposta richiedendo l’ulteriore certificazione di eventuali periodi mancanti. Il passaggio presso l’Inps è fondamentale dato che la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro nei limiti del soprannumero può pertanto avvenire solo ed esclusivamente dopo aver acquisito la certificazione da parte dell’istituto di previdenza.

 

Da segnalare che i lavoratori coinvolti nel processo subiscono una penalità non indifferente nell’erogazione del trattamento di fine servizio: il termine di pagamento dell’indennità viene determinato infatti sulla base di quando sarebbe stato maturato il diritto alla pensione con le regole Fornero. In sostanza si dovranno attendere diversi anni rispetto alla data di risoluzione del rapporto di lavoro.

 

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it) - articolo di Alberto Brambilla
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