lentepubblica

Progressioni Verticali negli Enti Locali: alcuni chiarimenti e le ultime novità

lentepubblica.it • 11 Gennaio 2022

progressioni-verticali-enti-localiProgressioni Verticali negli Enti Locali: alcuni chiarimenti e le ultime novità alla luce della recente normativa introdotta in materia.


Ricordiamo che  le Progressioni Verticali consistono in un percorso di sviluppo professionale, riservato ai dipendenti dell’amministrazione, che prevede il passaggio da una categoria alla categoria superiore e si attua attraverso procedure di selezione interna.

Si differenziano dalle Progressioni Economiche Orizzontali poiché queste ultime costituiscono un sistema di avanzamento all’interno della stessa area. Per i dipendenti pubblici infatti sono previste progressioni all’interno dell’area di appartenenza secondo principi di selettività, in funzione delle qualità culturali e professionali, dell’attività svolta e dei risultati conseguiti, attraverso l’attribuzione di fasce di merito. Più di preciso si tratta dell’attribuzione di uno stipendio più alto a parità di prestazioni lavorative.

Oggi ci occuperemo in particolare delle progressioni verticali legate al comparto delle Funzioni Locali, all’interno delle quali è confluito il vecchio comparto “Regioni – autonomie locali“.

Progressioni Verticali negli Enti Locali: come funzionano?

Per i dipendenti del comparto degli Enti Locali, come negli altri, si prevede la progressione verticale, come da disposizioni contenute nel CCNL sul sistema di classificazione professionale del personale del comparto Funzioni Locali.

Il sistema di classificazione personale del CCNL Funzioni Locali

Il sistema di classificazione è articolato in quattro categorie denominate, rispettivamente, A, B, C e D.

CATEGORIA A

Appartengono a questa categoria i lavoratori che svolgono attività caratterizzate da:

  • Conoscenze di tipo operativo generale acquisibile attraverso esperienza diretta sulla mansione;
  • Contenuti di tipo ausiliario rispetto a più ampi processi produttivi/amministrativi;
  • Problematiche lavorative di tipo semplice;
  • Relazioni organizzative di tipo prevalentemente interno basate su interazione tra pochi soggetti.

CATEGORIA B

Appartengono a questa categoria i lavoratori che svolgono attività caratterizzate da :

  • Buone conoscenze specialistiche ed un grado di esperienza discreto;
  • Contenuto di tipo operativo con responsabilità di risultati parziali rispetto a più ampi processi produttivi/amministrativi;
  • Discreta complessità dei problemi da affrontare e discreta ampiezza delle soluzioni possibili;
  • Relazioni organizzative interne di tipo semplice anche tra più soggetti interagenti, relazioni esterne (con altre istituzioni) di tipo indiretto e formale.
  • Relazioni con gli utenti di natura diretta.

CATEGORIA C

Appartengono a questa categoria i lavoratori che svolgono attività caratterizzate da :

  • Approfondite conoscenze mono specialistiche e un grado di esperienza pluriennale, con necessità di aggiornamento;
  • Contenuto di concetto con responsabilità di risultati relativi a specifici processi produttivi/amministrativi;
  • Media complessità dei problemi da affrontare basata su modelli esterni predefiniti e significativa ampiezza delle soluzioni possibili;
  • Relazioni organizzative interne anche di natura negoziale ed anche con posizioni organizzative al di fuori delle unità organizzative di appartenenza, relazioni esterne (con altre istituzioni) anche di tipo diretto. Relazioni con gli utenti di natura diretta, anche complesse, e negoziale.

CATEGORIA D

Appartengono a questa categoria i lavoratori che svolgono attività caratterizzate da :

  • Elevate conoscenze plurispecialistiche ed un grado di esperienza pluriennale, con frequente necessità di aggiornamento;
  • Contenuto di tipo tecnico, gestionale o direttivo con responsabilità di risultati relativi ad importanti e diversi processi produttivi/amministrativi;
  • Elevata complessità dei problemi da affrontare basata su modelli teorici non immediatamente utilizzabili ed elevata ampiezza delle soluzioni possibili;
  • Relazioni organizzative interne di natura negoziale e complessa, gestite anche tra unità organizzative diverse da quella di appartenenza, relazioni esterne (con altre istituzioni) di tipo diretto anche con rappresentanza istituzionale. Relazioni con gli utenti di natura diretta, anche complesse, e negoziale.

Fino a quanto stabilito dal d.lgs. 75/2017 all’art. 22 comma 15 si prevedevano dei percorsi di progressioni verticali da realizzare con concorsi interamente riservati agli interni.

Ma cosa è cambiato con il Decreto Reclutamento per le progressioni verticali, anche per il comparto Enti Locali?

Progressioni Verticali Enti Locali: le ultime novità

Come previsto dal d.l. 80/2021 (cosiddetto Decreto Reclutamento) viene prefigurata una procedura comparativa basata sui parametri di seguito riportati:

  • valutazione positiva conseguita dal dipendente negli ultimi tre anni in servizio;
  • assenza di provvedimenti disciplinari;
  • possesso di titoli o competenze professionali ovvero di studio ulteriori rispetto a quelli previsti per l’accesso all’area dall’esterno;
  • numero e tipologia degli incarichi rivestiti.

Inoltre sono previsti percorsi di crescita per il personale della Pubblica amministrazione (quindi valido anche per il comparto Funzioni Locali) nell’ambito dei quali sono valorizzate:

  • non soltanto le conoscenze tecniche
  • ma anche le competenze di carattere trasversale (manageriale, gestionale, ecc.) che il dipendente abbia maturato nel corso della propria attività lavorativa.

Tetto alle progressioni

Inoltre, la riforma prevede l’introduzione di un tetto per le progressioni verticali non rapportato alle assunzioni delle singole categorie, ma al totale di quelle programmate.

Pertanto si adotta il seguente schema:

  • le progressioni tra le aree, cosiddette verticali, possono essere attivate nel tetto massimo del 50% dei posti che l’ente programma di coprire, senza il calcolo di tale tetto all’interno delle singole aree o categorie;
  • per gli Enti Locali in particolare viene stabilito che ci si debba riferire alle qualifiche diverse.

La riformulazione operata intende esplicitare che la nuova disciplina si applica anche alla progressione tra categorie per il personale delle amministrazioni comprese nel comparto Funzioni locali, ove il personale viene notoriamente articolato in categorie, anziché in aree.

Secondo la norma:

Fatta salva una riserva di almeno il 50 per cento delle posizioni disponibili destinata all’accesso dall’esterno, le progressioni fra le aree e, negli enti locali, anche fra qualifiche diverse, avvengono tramite procedura comparativa basata sulla valutazione positiva conseguita dal dipendente negli ultimi tre anni in servizio, sull’assenza di provvedimenti disciplinari, sul possesso di titoli o competenze professionali ovvero di studio ulteriori rispetto a quelli previsti per l’accesso all’area dall’esterno, nonche’ sul numero e sulla tipologia degli incarichi rivestiti.”.

Addio vincolo concorsuale: si passa alla procedura comparativa

Infine decade il vincolo concorsuale in favore di una procedura comparativa.

Non esiste più la possibilità di riservare, in sede di concorso, una percentuale di posti ai dipendenti interni all’ente.

Le uniche due possibilità sono quindi:

  • per il triennio 2020/2022 un concorso riservato agli interni con procedure che non possono superare il 30 per cento di quelle previste nei piani dei fabbisogni come nuove assunzioni consentite per ciascuna categoria (A, B, B3, C, D) come da art. 22 comma 15 del d.lgs. 75/2017;
  • il riscritto art. 52 comma 1-bis del d.lgs. 165/2001 che prevede la più “semplice” procedura comparativa.

 

 

4.2 10 votes
Article Rating

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
Subscribe
Notificami
guest
22 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
Lucia Maniscalco
Lucia Maniscalco
14 Gennaio 2022 8:25

Interessante. Chiarisce alcuni importanti aspetti relativamente alle modalità di progressione verticale disciplinate dalle due diverse fonti normative.

Leone
Leone
30 Gennaio 2022 10:01

Per cui con procedura comparativa interna non serve laurea per passaggio da c a d?

Liana
Liana
Reply to  Leone
20 Dicembre 2022 19:23

No. Quando invece andrà a regime l’art. 52 , occorrerà la laurea.

Stefano
Stefano
Reply to  Liana
23 Dicembre 2022 10:25

che vuol dire?

Franco
Franco
1 Febbraio 2022 16:28

Avendo la laurea, chi è in categoria A può progredire in D, partecipando alla procedura comparativa interna?

Nicola martino
Nicola martino
Reply to  Franco
28 Marzo 2022 13:11

Credo di sì perche’ la norma richiede come requisito essere dipendente dell’ente e possedere il titolo di studio per l’accesso dall’esterno. Se il legislatore avesse voluto limitare l’accesso ai dipendenti inquadrati nella categoria immediatamente inferiore lo avrebbe detto.

Antonino
Antonino
Reply to  Franco
4 Novembre 2022 10:40

no, devi cmq avere un’ansianità di almeno 2 anni nella categoria subito inferiore, vale a dire la c

RAFFAELLA
RAFFAELLA
8 Aprile 2022 10:11

Ma una procedura di progressione verticale ante dl 80/2021 bandita a dicembre 2020 e inserita anche nel fabbisogno 2021 si può completare o si deve annullare e aderire alla nuova procedura dopo averla inserita nel fabbisogno 2022?

Arturo Aversa
Arturo Aversa
10 Maggio 2022 21:05

Ma se l avviso di procedura comparativa per le progressioni verticali viene pubblicato nel 2022 gli ultimi tre anni da prendere in considerazione a riguardo le valutazione dei dipendenti possono essere 2018 2019 e 2020 non avendo ancora disponibili le valutazioni per l anno 2021?

Liana
Liana
Reply to  Arturo Aversa
20 Dicembre 2022 19:20

Nel contratto attuale la procedura comparativa sarà attuata ad aprile. E nella fase transitoria per partecipare alla procedura nn è necessaria la laurea prevista per gi esterni.

demetrio
demetrio
27 Giugno 2022 10:00

Se un dipendente P.A di categoria, B senza diploma, può passare in categoria C?

Vinx
Vinx
Reply to  demetrio
2 Agosto 2022 11:23

senza diploma devi ringraziare che sei di Cat. B

ANNARITA
ANNARITA
5 Luglio 2022 9:57

BUONGIORNO,
IO SONO UNA DIPENDENTE PUBBLICA A TEMPO INDETERMINATO DI CAT. B 3 ED ECONOMICA B6 DA OLTRE 36 ANNI.
LEGGENDO VARI ARTICOLI E VARIER DISPOSIZIONI, IL MIO COMUNE POTREBBE FARMI FARE IL PASSAGGIO DIRETTO ALLA CATEGORIA SUPERIORE, OVVERO A C, MEDIANTE LA PROCEDURA COMPARATIVA? SENZA CONCORSO? HO SENTITO VARI PARERI, MA TT CONTRASTANTI E NESSUNA PRESA DI POSIZIONE CHIARA.
CHIEDO CORTESEMENTE UN PARERE REALE DI QUELLO CHE UN COMUNE PUO’ FARE O POTREBBE VOLERE FARE….
GRAZIE MILLE.
ANNARITA 347 8357901 annarita61@gmail.com

raffaele
raffaele
20 Settembre 2022 14:22

una domanda ho svolto nella stessa amministrazione 2 anni e 6 mesi per poi chiedere una aspettativa per periodo di prova in altra amministrazione, sono poi rientrato nel mio precedente posto di lavoro e ho maturato un altro anno di lavoro nella medesima categoria di appartenenza. La legge dice che si può accedere a concorso per progressioni verticali solo se ha maturato 3 anni consecutivi; La parola “consecutivi” deve interpretarsi come senza soluzione di continuità oppure periodo prestato per la stessa pa escludendo eventuali periodi di aspettativa?

Antonio
Antonio
26 Ottobre 2022 0:10

Salve
Sono un dipendente comunale e tenuto conto che a breve l’amministrazione bandirá concorso interno per progressione verticale da categoria B a C ed io essendo x mia scelta un part time verticale al 50%, saró penalizzato rispetto i colleghi full time ?
Grazie

Laura
Laura
1 Novembre 2022 19:14

Buonasera a tutti,
bisogna avere 10 anni di esperienza nella p.a per accedere alla comparativa senza laurea per categoria D?

Liana
Liana
Reply to  Laura
20 Dicembre 2022 19:21

Sì.

rocco
rocco
30 Dicembre 2022 15:07

ma l’anzianità di servizio valutabile ai fino della progressione verticale fa riferimento al profilio “immediatamente inferiore” a anche a “profili inferiori”?

Marco
Marco
10 Gennaio 2023 16:52

nell’articolo è riportato il testo del DL (Fatta salva la disponibilità………) prima che venisse pubblicata la Legge di Conversione. Con la pubblicazione della Legge di conversione, il testo è diventato:
Fatta salva una riserva di almeno il 50 per cento delle posizioni disponibili destinata all’accesso dall’esterno, le progressioni fra le aree e, negli enti locali, anche fra qualifiche diverse, avvengono tramite procedura comparativa basata sulla valutazione positiva conseguita dal dipendente negli ultimi tre anni in servizio, sull’assenza di provvedimenti disciplinari, sul possesso di titoli o competenze professionali ovvero di studio ulteriori rispetto a quelli previsti per l’accesso all’area dall’esterno, nonche’ sul numero e sulla tipologia degli incarichi rivestiti.

lentepubblica.it
Reply to  Marco
10 Gennaio 2023 17:00

Grazie per la precisazione, abbiamo subito provveduto a correggere

Cordiali saluti

Redazione lentepubblica.it

Marco
Marco
Reply to  lentepubblica.it
10 Gennaio 2023 17:07

forse è da rivedere tutto l’articolo ed i requisiti per la progressione verticale

Anna Carbone
Anna Carbone
25 Gennaio 2023 14:58

Vorrei sapere se l’ente nel mio caso specifico (Regione del Veneto) è tenuto a ricorrere alle progressioni verticali oppure ne ha solo facoltà. Inoltre se è tenuto ogni quanto deve procedere alla c.d. comparazione? Grazie.