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Proroga Busta Paga Pesante 2019: l’emendamento c’è ma non si sblocca ancora?

lentepubblica.it • 30 Maggio 2019

proroga-busta-paga-pesante-2019Proroga Busta Paga Pesante 2019: le commissioni del Senato hanno approvato l’emendamento che rende effettiva la proroga. Ma dato che il testo non è ancora legge si rischia.


Proroga Busta Paga Pesante 2019. Nelle commissioni del Senato approvato l’emendamento che proroga al 31 ottobre l’inizio per la restituzione della “busta paga pesante” ma non essendo ancora legge l’Inps ha già cominciato a inviare le lettere, dato che la scadenza al momento resta quella del primo giugno.

Proroga Busta Paga Pesante 2019: la situazione

Ricordiamo che tra le principali novità della Legge di Bilancio 2019 c’era proprio il rinvio della busta paga pesante, cioè senza ritenute fiscali, a giugno 2019 anziché a fine 2018, come prevedeva la scadenza originaria. In seguito scatterà anche il rimborso delle tasse sospese, con rate in 10 anni anziché 5.

Il senatore Paolo Arrigoni, responsabile Lega Marche, illustrando i risultati degli emendamenti allo sblocca cantieri, aveva proprio qualche giorno fa annunciato la nuova proroga di quattro mesi, da Giugno fino a Ottobre.

Tuttavia, la non ancora promulgata legge rischia di far cestinare tutto.

Un caos insomma al quale il sottosegretario Vito Crimi sta cercando di mettere “una pezza” e ha chiesto all’Inps di non procedere con il recupero delle somme.

Restituzione della busta paga pesante

Senza la proroga infatti, il 1 giugno 2019 sarà avviata la restituzione delle ritenute IRPEF sospese attraverso la cosiddetta “busta paga pesante” riservata ai residenti del cratere sismico.

Alla luce delle diverse difficoltà emerse in occasione della scadenza di dicembre 2018 (poi oggetto di proroga) a vedersi riconosciuta la possibilità di restituzione rateale tramite trattenuta operata dal sostituto d’imposta, abbiamo inviato come Cisl Marche un interpello alla Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate affinché chiarisse in via definitiva se la norma secondo cui  “su richiesta del lavoratore dipendente subordinato o assimilato, la ritenuta può essere operata anche dal sostituto d’imposta”, posta dall’articolo 48, comma 11, del decreto-legge n. 189 del 2016, pone in capo al sostituto d’imposta un obbligo ad effettuare le ritenute rateali richieste dal contribuente oppure lascia il sostituto d’imposta libero di decidere a propria discrezione se dar seguito alle istanze presentate in tal senso dal contribuente.

L’interpello in questione deve ancora ricevere risposta.

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, risulta alla CISL, inoltre, che i comparti pubblici amministrati dalla Ragioneria dello Stato e le Aree Vaste hanno già provveduto o provvederanno a inviare comunicazioni per rendere possibile la restituzione tramite sostituto d’imposta.

Fonte: CISL Marche
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