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Pubblico Impiego: buoni pasto e turn over nel DDL Bongiorno

lentepubblica.it • 4 Dicembre 2018

pubblico-impiego-buoni-pasto-turn-overPubblico Impiego: buoni pasto e turn over nel DDL Bongiorno, ecco che cosa cambierà con il decreto semplificazioni attualmente all’esame dal Consiglio dei ministri.


Una parte del DDL Concretezza potrebbe essere inserita nel decreto semplificazioni: così alcune misure, quali buoni pasto e turn over per il Pubblico Impiego potrebbero essere parte di quest’altra proposta normativa. Vediamo un po’ nel dettaglio i punti.

 

Buoni Pasto

 

Le pubbliche amministrazioni che hanno sottoscritto ordini d’acquisto in attuazione delle convenzioni per la fornitura del servizio sostitutivo di mensa mediante buoni pasto richiedono ai propri dipendenti la restituzione dei buoni pasto, maturati e non spesi, e li sostituiscono con altri buoni pasto di valore nominale corrispondente, acquistati con le modalità previste dalla normativa vigente.

 

La norma sui buoni pasto disciplina anche il recupero degli arretrati per i dipendenti delle Pa (nel Lazio e nelle regioni del Nord Ovest) inciampate nella revoca e poi nel fallimento del Gruppo Qui.

 

Turn Over

 

Nel pubblico impiego verrà sbloccato il turnover e ci sarà un rapporto di 1 a 1 tra entrate e uscite e ci sarà un risparmio per la PA. Si apre dunque al ricambio al 100% in tutte le Pubbliche amministrazioni centrali con un occhio di riguardo ai profili tecnici e agli esperti di gestione dei fondi europei.

 

Attenzione però: in caso di approvazione della Quota 100 potrebbero essere istituite delle finestre di uscita più rigide rispetto al settore privato, quantificate in un numero variabile da uno a due: significa rischiare di attendere anche un anno prima di andare in pensione con la quota 100 nella PA.

 

E sull’assenteismo?

 

Sull’assenteismo, al momento, restano le stesse parole d’ordine utilizzate in precedenza: lotta ai “furbetti” con videosorveglianza e rilevazioni biometriche. Un emendamento M5s  chiede che avvenga “nel rispetto dei principi di proporzionalità, non eccedenza e gradualità sanciti” dal Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali.

 

Questo per evitare che il Garante della Privacy bocci il testo, come già fatto con la fatturazione elettronica qualche settimana fa.

 

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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