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Pubblico Impiego: l’attuazione del DEF sbloccherà i contratti

lentepubblica.it • 7 Settembre 2015

lavoro-contratti-def-672Governo pronto a sbloccare i contratti nel pubblico impiego. Nel Def il Governo ha messo sul piatto 1,6 miliardi di euro circa per riaprire il capitolo della contrattazione pubblica dal 2016.

 

Lo sottolinea la titolare della Funzione Pubblica, Marianna Madia, precisando che ad ottobre, quando si discutera’ la Legge di Stabilita’, si disporrà il rinnovo nei confronti di tutti i dipendenti pubblici, inclusi quelli della scuola.

 

“Ci sara’ una discussione collegiale – spiega – e stabiliremo quanto risorse saranno disponibili per il rinnovo dei contratti e poi apriremo una nuova stagione contrattuale”.

 

La novità dovrebbe coinvolgere circa 3,3 milioni di dipendenti impiegati nelle Pubbliche Amministrazioni con un costo che potrebbe raggiungere i 5-7 miliardi di euro. Nell’ulti­mo Documento di economia e fi­nanza, i tecnici di Pier Carlo Pado­an però hanno messo nero su bianco solo un impegno di spesa per il 2016 pari ad 1,66 miliardi di euro, che salgono a 4,16 miliardi nel 2017 e a 6,69 miliardi nel 2018. Fonti vicine all’esecutivo hanno fatto intendere che lo sblocco, nel 2016, potrà interessare solo le retribuzioni piu’ basse in quanto, altrimenti, si finirebbe per comprimere gli interventi destinati alla lotta alla povertà (il cd. reddito minimo). Un rischio ora che la Madia tende a ridimensionare.

 

Per quanto riguarda invece i decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione il Ministro assicura che il lavoro è a buon punto. “Stiamo lavorando gia’ da diversi mesi, gia’ prima dell’approvazione definitiva in Parlamento, per avere un’attuazione veloce di una riforma importante”.Con la riforma della Pubblica amministrazione, ricorda la Madia, verra’ meno quel sistema che ha permesso di creare all’interno dei ministeri una classe di dirigenti considerati “intoccabili” come e’ stato considerato l’ex dirigente del ministero delle Infrastrutture Ettore Incalza.

 

“C’era nell’amministrazione pubblica – dice – una perversione che arrivava a costruire degli intoccabili che crescevano sempre di piu’. C’era chi diceva che erano intoccabili perche’ senza di loro crollava il ministero. Ma perche’ deve crollare un ministro se va via una persona? – chiedeva retoricamente Madia – nessuno deve essere insostituibile.

 

Sono profondamente garantista – aggiunge – e credo alla presunzione di innocenza e non sto dando giudizi su eventuali risvolti penali. Ma ci sono troppe persone come Ettore Incalza, cioe’ troppe persone che per troppo tempo gestiscono un potere perche’ passano come gli unici conoscitori di una materia e questo e’ sbagliato”. Per Madia “con il ruolo unico si scardina questo meccanismo: si e’ dirigenti della Repubblica e non di un ministero. Il ruolo del dirigente – ha concluso – non e’ avere nelle mani un potere che deriva dall’essere l’unico conoscitore di un settore, di una competenza e della storia del ministero, ma nel gestire bene risorse umane ed economiche nell’interesse della Repubblica”.

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it) - articolo di Bernardo Diaz
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