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Quattordicesima a rischio per almeno 50 mila pensionati?

lentepubblica.it • 3 Settembre 2015

quattordicesima pensionatiL’Inps ha avviato il controllo dei redditi per i pensionati che da otto anni percepiscono il bonus istituito dal Governo Prodi nel 2007.

 

Per cinquantamila pensionati quattordicesima a rischio. Sarebbe questo il numero dei pensionati che da quest’anno non avrebbero piu’ i requisiti reddituali per avere diritto al bonus istituito dal Governo Prodi nel 2007. L’agevolazione, che oscilla tra i 336 e i 504 euro una tantum a seconda della quantità dei contributi versati, spetta infatti ai pensionati con almeno 64 anni con un reddito inferiore a 9.786 euro.

 

Ne avevamo già parlato a luglio sulla base delle informazioni provenienti dai patronati e dai lettori. Nei confronti di circa 180mila pensionati l’istituto aveva in sostanza bloccato i pagamenti della somma nonostante il regolare invio del modello RED annuale costringendo gli interessati a rifare la trafila dai patronati per una ricostituzione reddituale. Per la maggior parte dei pensionati il problema si è risolto agli inizi di questo mese (l’Inps ha ammesso la presenza di un errore tecnico) ma in 50mila si sono visti comunque rifiutare il pagamento della mensilità perchè, a seguito dei dati presentati, è risultato il superamento del requisito reddituale richiesto dalla Legge. Perdendo di fatto la possibilità di conseguire il beneficio ed aprendo anche la strada ad un eventuale rimborso delle somme indebitamente percepite negli anni passati.

 

La valutazione del reddito è del resto abbastanza complessa e quindi non è detto che non ci siano stati nuovi errori nella gestione delle domande. La verifica reddituale viene infatti effettuata in maniera differenziata, a seconda si tratti di prima concessione del beneficio, o di corresponsione successiva alla prima. Nel caso di prima erogazione (rientrano in tale ipotesi tutti coloro che negli anni precedenti non abbiano percepito la somma aggiuntiva), il reddito complessivo da prendere a riferimento è quello dell’anno in corso.

 

Qualora si tratti di erogazione successiva alla prima la situazione si complica. Il reddito da prendere a riferimento è quello dell’anno in corso solo per i redditi derivanti da prestazioni previdenziali, mentre si va all’anno precedente per tutti gli altri redditi. E proprio qui sta il problema. Perchè se tali dati non sono disponibili (o non sono stati elaborati dall’Inps in modo tempestivo), vengono utilizzati quelli relativi agli anni precedenti che spesso risultano inferiori. Per tale ragione, la somma aggiuntiva viene corrisposta in via provvisoria, e il diritto sarà verificato sulla base della dichiarazione dei redditi definitiva.

 

Si ricorda che per l’individuazione del reddito rilevante ai fini della concessione della quattordicesima si deve tener conto dei redditi di qualsiasi natura, compresi i redditi esenti da imposta e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva, ad eccezione sia dei redditi derivanti dall’assegno per il nucleo familiare ovvero dagli assegni familiari e dall’indennità di accompagnamento, sia del reddito della casa di abitazione, dei trattamenti di fine rapporto comunque denominati e delle competenze arretrate sottoposti a tassazione separata.

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it) - articolo di Eleonora Accorsi
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