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Quota 100, da Aprile 2019 tre finestre di accesso? Indicazioni sul meccanismo

lentepubblica.it • 15 Ottobre 2018

quota-100-aprile-2019-tre-finestre-di-accessoQuota 100, Si comincia da Aprile 2019 con tre finestre di accesso? In arrivo anche la proroga dell’opzione donna per le lavoratrici che non raggiungono i 38 anni di contributi e una stabilizzazione dell’ape sociale.


Con la quota 100 potrebbe rivedere la luce anche il meccanismo delle finestre di accesso. Con tre o quattro uscite fisse ogni anno a seconda dell’intervallo temporale in cui vengono maturati i requisiti anagrafici e contributivi necessari per la quota (cioè 62 anni e 38 di contributi). E’ questa una delle principali indiscrezioni allo studio di Palazzo Chigi per contenere i costi della flessibilità in uscita.

 

La prima finestra si aprirebbe il 1° aprile 2019 poi ci sarebbero altre due o tre uscite fisse ogni anno (es. 1° luglio, 1° Ottobre e 1° Gennaio), secondo un congegno già sperimentato in passato con la legge delega 243/2004 e rimasto in funzione sino alla fine del 2010. Chi matura i requisiti per la quota 100 non potrà conseguire l’assegno il primo giorno del mese successivo alla maturazione – come di regola accade oggi praticamente per quasi tutte le prestazioni pensionistiche – ma dovrà attendere un periodo temporale di circa tre mesi.

 

Pronta anche la proroga dell’opzione donna

 

Il Governo punta anche ad un restyling dell’opzione donna, che sino al 31 dicembre 2015 ha consentito il pensionamento con il calcolo contributivo alle lavoratrici con 57 anni (58 le autonome) e 35 di contributi. La soglia di età potrebbe essere però alzata e fissata a 60 anni fermo restando il requisito contributivo di 35 anni. Con questo strumento il Governo tenderebbe una mano a quelle donne che non raggiungono il requisito contributivo di 38 anni necessario per quota 100.

 

Ci sarà anche una stabilizzazione dell’Ape sociale, in vigore dallo scorso 1° maggio 2017, per offrire una via d’uscita alle categorie più disagiate che potrebbe essere agganciata al fondo esuberi per agevolare i pensionamenti nei casi di crisi aziendale. Obiettivo scaricare i costi dell’ape sociale sulle aziende e sulle varie categorie professionali lasciando alle parti sociali e datoriali l’individuazione più puntuale dei possibili beneficiari. L’ape volontario, invero, non dovrebbe per ora subire modifiche restando confermato sino al 31 dicembre 2019.  Non ci sarà spazio, invece, per la riduzione a 41 anni e mezzo di contributi dei requisiti per la pensione anticipata. Al suo posto ci sarebbe però il blocco del prossimo scatto della speranza di vita che resterebbero così fermi a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne.

 

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it) - articolo di Bernardo Diaz
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