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La Camera all’esame delle proposte sui pensionamenti con quota 100

lentepubblica.it • 17 Aprile 2015

quota 100Presentato anche un regime sperimentale di pensionamento in favore dei cd. caregiver, cioè i lavoratori dipendenti del settore pubblico o privato che si dedicano al lavoro di cura e di assistenza di familiari disabili gravi.

 

Sono state presentate dalla relatrice, Maria Luisa Gnecchi, in Commissione Lavoro a Montecitorio le proposte di legge sulla quota 100 volte a consentire ai lavoratori la libertà di scelta nell’accesso al trattamento previdenziale pubblico. I due provvedimenti (ddl 2945 e ddl 2955), che erano stati depositati in Commissione dagli Onorevoli Damiano e Prataviera la scorsa settimana, sono stati abbinati alle undici proposte di legge, di identico oggetto, all’esame della commissione Lavoro della Camera ormai da diverso tempo.

 

Le due proposte si pongono l’obiettivo di rendere più flessibile l’uscita dal lavoro, riconoscendo il diritto al trattamento pensionistico al raggiungimento di quota 100, ottenuta attraverso la somma dell’età anagrafica e dell’anzianità contributiva. Quanto ai requisiti minimi contemplati, il ddl Damiano (ddl 2945) ai fini del raggiungimento della quota, richiede un requisito minimo contributivo di 35 anni e un’età anagrafica minima di 62 anni (63 anni per i lavoratori autonomi, per i quali la quota previdenziale da raggiungere è fissata a 101). Tale nuova disciplina, che si applica a decorrere dal 1o gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2021, consente dunque di centrare l’uscita attraverso l’abbinamento di quattro possibili combinazioni (62 anni e 38 anni di contributi; 63 anni e 37 anni; 64 anni e 38 anni; 65 anni e 35 anni).

 

La proposta di legge Prataviera (ddl 2955) richiede, invece, la maturazione di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni ovvero un’anzianità anagrafica di almeno 58 anni, con ben otto combinazioni possibili (tra cui anche il binomio 60 annni e 40 anni di contributi). Tale proposta, inoltre, al fine di favorire un’uscita anticipata dal lavoro, prevede, in via transitoria, un periodo di tre anni di sospensione dell’adeguamento dei requisiti anagrafici e contributivi agli incrementi della speranza di vita.

 

Piu’ agevole il riscatto del congedo parentale con quello di laurea. Nel corso dei lavori parlamentari la Commissione ha condiviso, peraltro, la richiesta di introdurre nuove norme in materia di riscatto previdenziale dei periodi di congedo parentale e di quelli relativi al corso di laurea, argomento giudicato dalla relatrice “di assoluta importanza, dal momento che evoca l’esigenza di salvaguardare la posizione previdenziale delle lavoratrici, che risultano pesantemente penalizzate sotto tale profilo”.

 

Sulla questione la relatrice condivide la necessità di predisporre un intervento normativo che sancisca in via interpretativa la possibilità di cumulare il riscatto dei periodi corrispondenti all’assenza facoltativa dal lavoro per maternità con il riscatto del corso legale di laurea, a fronte dell’applicazione restrittiva da parte dell’Istituto previdenziale competente rispetto alle due opportunità di riscatto.

 

Tutela per i caregiver. La Relatrice ha poi presentato il ddl Melilla (Ac 2918) che intende introdurre, per il triennio 2015-2017, un regime sperimentale che riconosce il diritto all’erogazione anticipata del trattamento pensionistico, su richiesta, alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti del settore pubblico o privato che si dedicano al lavoro di cura e di assistenza di familiari disabili gravi, ai quali è stata certificata una percentuale di invalidità pari al 100 per cento e con necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita.

 

Si richiedono come requisiti minimi il compimento di 60 anni di età e venti annualità di contributi previdenziali, oltre ad un periodo di assistenza continuativa pari ad almeno dieci anni. La proposta specifica che il diritto può essere goduto da un solo familiare – ovvero coniuge, persona stabilmente convivente, genitore, oppure (in caso di impossibilità da parte dei soggetti testé indicati) fratello, sorella o figlio – che ha convissuto con la persona per almeno dieci anni per ciascuna persona disabile presente all’interno del nucleo familiare.

 

Il seguito dell’istruttoria legislativa proseguirà la prossima settimana e in tale occasione, ha indicato il Presidente della Commissione, Cesare Damiano, potrà essere svolto un breve e mirato ciclo di audizioni informali con i rappresentanti del Governo e dell’Inps.

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it) - articolo di Eleonora Accorsi
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