Registro dei Tumori Professionali: una banca dati condivisa

lentepubblica.it • 4 Luglio 2016

tumori professionaliPer raggiungere l’obiettivo, l’INAIL intende promuovere lo sviluppo e il consolidamento dei sistemi di sorveglianza epidemiologica. È quanto emerso nel corso delle riunioni annuali del ReNaM e del ReNaTuNS, che si sono tenute nei giorni scorsi presso la direzione generale di Roma per fare il punto sull’attività svolta fino a oggi.

 

Attraverso lo sviluppo e il consolidamento dei sistemi di sorveglianza epidemiologica dei tumori professionali l’Inail punta a creare una base di dati informativa condivisa fra tutti gli attori della prevenzione (l’Istituto stesso, le Regioni, il Ministero della Salute) allo scopo di disporre di informazioni confrontabili e utili al sistema nel suo complesso. È quanto è emerso nel corso delle riunioni annuali del Registro nazionale dei mesoteliomi (ReNaM) e del Registro nazionale dei tumori naso sinusali (ReNaTuNS), che si sono tenute nei giorni scorsi a Roma, presso la direzione generale dell’Inail.

 

Sinergia strategica tra politiche di prevenzione e ricerca. L’importanza di sviluppare e consolidare i sistemi informativi di sorveglianza e di rendere fruibili le rispettive banche dati, oggetto dell’accordo quadro di collaborazione tra Inail, Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, siglato lo scorso dicembre, era già emersa nel corso del convegno “Il contributo della ricerca in tema di amianto”, organizzato il 3 e 4 maggio scorsi a Roma. In quell’occasione era stato posto il tema di come utilizzare efficacemente i risultati delle attività di sorveglianza epidemiologica dei tumori professionali nelle politiche di prevenzione dell’Inail.

 

Marinaccio: “Utile rendere sistematico lo scambio dei dati”. Risultati da cui muoversi per estendere l’attività dei Centri operativi regionali (Cor), le strutture territoriali in cui si articolano i registri, anche alla sorveglianza dei tumori del polmone, della laringe e dell’ovaio asbesto-correlati, con l’obiettivo di ampliare la sfera di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, come discusso nel corso della riunione del ReNaM. “È inoltre necessario – spiega Alessandro Marinaccio, primo ricercatore Inail e responsabile del ReNaM e del ReNaTuNS – rendere sistematica la collaborazione tra i Cor ReNaM e le sedi regionali dell’Inail a cui arrivano le richieste di indennizzo per malattia professionale, per consentire una sinergia virtuosa. Fermo restando che criteri epidemiologici e medico legali possono non essere sovrapponibili, è utile rendere più sistematiche e più efficaci le procedure di scambio di informazioni e dati”.

 

“Necessario ridefinire la classificazione della diagnosi”. “Nell’ottica di una base dati informativa condivisa – aggiunge Marinaccio – da parte del ReNaM è necessario arrivare a una classificazione della diagnosi uguale a quella attualmente utilizzata dal circuito dei registri tumori di popolazione e riconosciuta a livello internazionale, per rendere i dati confrontabili con questo circuito”. L’obiettivo è di arrivare “alla redazione di un manuale operativo di riferimento da affiancare alle linee guida nazionali, che diventi per i Cor uno strumento di lavoro utile per orientare le attività di trattamento dei dati e stimolare la qualità, la confrontabilità e l’omogeneità delle informazioni raccolte”.

 

Il progetto Renamweb e il tema dell’esposizione ambientale o familiare. Marinaccio ricorda anche come nel corso della riunione del ReNaM si sia fatto riferimento “alla tematica dell’esposizione ambientale o familiare ad amianto, dei recenti benefici previsti ex lege per i soggetti ammalati e di come i Cor possano rappresentare uno strumento di ausilio per sensibilizzare gli aventi diritto”. Per trasferire i dati Cor all’Istituto, riducendo i tempi per l’elaborazione e la produzione della reportistica, l’Inail sta lavorando alla realizzazione di Renamweb, una piattaforma web integrata nel portale dell’Istituto attraverso la quale i Cor potranno trasferire i modo più semplice e immediato i dati in loro possesso.

 

“L’obiettivo è l’estensione dell’attività dei Cor a tutte le regioni”. Alla riunione del ReNaTuNS, oltre a Campania, Sicilia, Sardegna e Puglia – regioni che non hanno ancora istituito Cor sul proprio territorio – hanno partecipato anche Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Umbria, Marche, la Provincia Autonoma di Trento e la Provincia Autonoma di Bolzano. “Auspichiamo una rapida estensione dell’attività dei Cor a tutte le regioni italiane – spiega Marinaccio – L’accordo quadro, inoltre, può rappresentare lo strumento per consentire una raccolta dei dati e un loro trattamento con modalità omogenee anche rispetto al registro dei tumori naso sinusali”.

 

Gli agenti cancerogeni dei tumori naso-sinusali presenti nei processi produttivi. Per questi tumori, sui quali è stato di recente pubblicato il primo rapporto annuale disponibile sul portale Inail, la situazione è più complicata rispetto ai mesoteliomi perché l’agente cancerogeno implicato non è uno solo, ma diversi – le polveri di legno, le polveri di cuoio, i composti del nichel, la formaldeide, il cromo esavalente e altri di minore frequenza – che, a differenza dell’amianto, attualmente non sono banditi dai processi produttivi. Anche nel corso di questa riunione si è discusso del possibile ruolo delle esposizioni di origine familiare. “È il caso delle falegnamerie artigiane – sottolinea Marinaccio – e dei soggetti esposti in quanto familiari di lavoratori che regolarmente portavano a casa gli abiti da lavoro”.

Fonte: SuperAbile INAIL
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