Regolarizzazione Contributi Dipendenti Statali, quanti anni occorreranno?

lentepubblica.it • 14 Gennaio 2019

regolarizzazione-contributi-dipendenti-statali-anniRegolarizzazione Contributi Dipendenti Statali, quanti anni occorreranno? Ecco alcune utili indicazioni.


Per regolarizzare le posizioni contributive dei dipendenti pubblici arrivano novità dal nuovo decreto riguardante la Quota 100 e il reddito di cittadinanza.

 

Gia l’INPS, in merito alla prescrizione dei contributi dei dipendenti iscritti alle gestioni pubbliche, confluite nell’INPS, aveva chiarito che la posizione assicurativa potrà essere sistemata anche dopo il 1° gennaio 2019.  Questa data ha rilievo per i rapporti fra INPS e datori di lavoro pubblici, perché mutano le conseguenze del mancato pagamento contributivo accertato dall’Istituto.

 

Adesso, ci saranno addirittura tre anni in più per regolarizzare le posizioni contributive dei dipendenti pubblici. E possibilità per alcune alte professionalità di incrementare la propria pensione versano più contributi.

 

Nel mondo ex Inpdap molte posizioni assicurative risultano tuttora non complete a causa di una pesante eredità del passato: lo Stato infatti nel suo doppio ruolo di datore di lavoro e di erogatore della prestazione previdenziale non versava effettivamente i contributi dovuti, come avviene nel privato.

 

In questo contesto molte amministrazioni erano abituate a fare i conteggi per la pensione dei propri dipendenti solo poco prima della fine del servizio. Spesso quindi non è ancora possibile verificare in tempo reale la regolarità dei versamenti.

 

Per fugare ogni dubbio però il decreto legge in dirittura d’arrivo preciserà che i termini di prescrizione per i periodi fino al 31 dicembre 2014 non si applicheranno fino a tutto il 2021.

 

La contribuzione previdenziale

 

La retribuzione imponibile ai fini del versamento della contribuzione previdenziale é costituita da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro. La retribuzione utilizzata per il versamento dei contributi costituisce anche la retribuzione presa a base per il calcolo della pensione.

 

L’attuale aliquota contributiva destinata al fondo pensioni dei dipendenti pubblici è pari al 33%, di cui 8,80% , per i dipendenti delle amministrazione statali, e 32,65%, di cui 8,85% a carico del lavoratore, per i dipendenti degli enti locali e Asl. Sulla quota di retribuzione annua d’importo eccedente il cosiddetto “tetto” pensionabile (46.630 euro, per l’anno 2018) è prevista un’aliquota maggiorata di un punto, a completo carico del dipendente.

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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