Riforma Pensioni: lotta sullo stop alle penalizzazioni

lentepubblica.it • 7 Novembre 2014

“Nelle more della definizione di un intervento che individui soluzioni di carattere strutturale per il definitivo superamento della questione degli «esodati», e assicuri un’adeguata risposta all’esigenza di rendere più flessibile l’uscita dalla vita lavorativa, in linea con quanto indicato nella Nota integrativa al disegno di legge di bilancio per l’anno 2015 e per il triennio 2015-2017 riferita allo stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si provveda già nell’ambito del disegno di legge di stabilità a superare talune criticità derivanti dall’applicazione della riforma pensionistica di cui all’articolo 24 del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, intervenendo in particolare al fine di eliminare la riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici prevista dal medesimo articolo per i lavoratori che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, prescindendo dal requisito della prestazione effettiva di lavoro“. E’ quanto si legge nella proposta di relazione al disegno di legge di stabilità approvata ieri in Commissione Lavoro in sede Referente a Montecitorio. Nella relazione si torna dunque a chiedere lo stop alle penalizzazioni per tutti i lavoratori sino al 2017.

Nella Relazione si chiede al Governo, inoltre, con riferimento al processo di razionalizzazione dei pagamenti dei trattamenti pensionistici di cui all’articolo 26, comma 3, del disegno di legge di stabilità, si anticipi dal giorno 10 al primo giorno di ciascun mese il termine per il pagamento dei trattamenti pensionistici, degli assegni, delle pensioni, delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili e delle rendite vitalizie dell’INAIL, nei confronti di beneficiari di più trattamenti.

Tra le altre richieste la necessità che sia preservato il ruolo svolto degli istituti di patronato e assistenza sociale nella tutela dei diritti in materia di prestazioni previdenziali e assistenziali, sopprimendo la riduzione delle risorse loro spettanti operata dall’articolo 26, comma 10, del disegno di legge di stabilità;  la soppressione della riduzione degli stanziamenti destinati ai benefici previdenziali per i lavoratori impegnati in attività usuranti disposta dall’articolo 45, comma 6, del disegno di legge di stabilità, garantendo la costanza dei finanziamenti previsti a legislazione vigente per tali finalità; nonchè il consolidamento ed il rafforzamento dell’impegno finanziario in favore delle politiche di tutela delle vittime dell’amianto, dei lavoratori affetti da patologie asbesto correlate, nonché di misure volte a sostenere la fuoriuscita dall’amianto.

Salta invece il riferimento ai Quota 96 della scuola, sui quali, tuttavia, la relatrice al provvedimento, l’Onorevole Gnecchi (Pd), ha ricordato “come la problematica relativa all’accesso al pensionamento dei lavoratori della scuola rientranti nella cosiddetta «quota 96» è all’attenzione anche dei deputati della VII Commissione, che intenderebbero presentare uno specifico emendamento in materia tenendo conto anche delle recenti misure introdotte dal decreto-legge n. 90 del 2014”.

 

 

FONTE: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it)

AUTORE: Nicola Colapinto

 

causale, assegno

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