Rinnovo Contratti Statali: come cambia il Turn over nei Comuni?

lentepubblica.it • 27 Dicembre 2017

pubblico impiego personale borse lavoroSiglato prima di Natale il nuovo contratto degli statali per il triennio 2016-2018: come cambierà il Turn over?

 


 

La firma del nuovo contratto degli statali per il triennio 2016-2018 che pone fine a un blocco durato otto anni. Il contratto conferma le 36 ore per l’orario di lavoro e introduce una certa flessibilità di orario che risponde alle esigenze dei lavoratori, accrescendo allo stesso tempo la qualità dei servizi.

 

Come cambierà il meccanismo del Turnover nei Comuni?

 

Lo sblocco del turnover viene esteso anche ai Comuni con popolazione tra i 1.000 e i 5mila abitanti che rilevino, nell’anno precedente, una spesa di personale inferiore al 24% della media delle entrate correnti registrate nei conti consuntivi dell’ultimo triennio.

 

Lo sblocco sarà spalmato sul biennio 2017-2018, per toccare il 100% nel 2019.

 

Le amministrazioni potranno, nel triennio 2018­-2020, in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni e con l’indicazione della relativa copertura finanziaria, assumere a tempo indeterminato personale non dirigenziale che possegga tre ordini di requisiti:

 

a) sia in servizio con contratti a tempo determinato presso l’amministrazione che procede all’assunzione;

 

b) sia stato già selezionato dalla medesima amministrazione con procedure concorsuali;

 

c) abbia maturato alle dipendenze dell’amministrazione che procede all’assunzione almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni.

 

Con l’espressione turn over (abbreviazione del termine inglese labour o staff turn over, cioè ricambio del personale) si fa riferimento agli avvicendamenti del personale di un’amministrazione o di un’azienda. Nella Pa italiana finora il blocco delle assunzioni a fronte dei pensionamenti è stato modulato differentemente a seconda dei comparti ma con un tetto al 20% delle nuove entrate nella maggior parte dei casi.

 

Questo stop, stando alle ultime rilevazioni, ha prodotto complessivamente una riduzione di circa 100mila unità il numero complessivo degli statali. Misure che hanno fermato i costi, ma che non possono certo essere usate in modo strutturale senza svuotare gli uffici di personale, competenze e motivazioni.

 

 

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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