Risoluzione d’Ufficio Dipendenti Pubblici: rischio di restare senza lavoro e pensione?

lentepubblica.it • 17 Luglio 2020

risoluzione-d-ufficio-dipendenti-pubbliciNovità sulla risoluzione d’ufficio per i dipendenti pubblici in una recente sentenza della Cassazione.


Allo stato attuale, per effetto delle innovazioni indicate in premessa, le pubbliche amministrazioni devono collocare in pensione d’ufficio a 65 anni (cioè al raggiungimento del limite ordinamentale per la permanenza in servizio) il personale che ha, a tale età, maturato un qualsiasi diritto a pensione. Esiste la facoltà di chiedere il prolungamento del lavoro per evitare la risoluzione di ufficio del proprio contratto.

E qui si entra nel campo di criticità: poichè a quanto pare c’è il rischio di rimanere senza lavoro e senza pensione.

Vediamo cosa ne pensa nel merito la Cassazione.

Il parere della Cassazione

La Corte di Cassazione è dunque intervenuta nel merito tramite la Sentenza numero 11008 del 9 Giugno 2020.

Nel caso specifico, un medico (esempio come valido per tutto il Pubblico Impiego) era stato nominato nel ruolo con contratto determinato per un triennio.

Tuttavia, al compimento dell’età di 65 anni, limite ordinamentale, era stato collocato in quiescenza forzosamente dalla Pa sul presupposto della tardività della domanda con cui aveva chiesto di essere trattenuto in servizio per un biennio oltre tale limite.

Secndo la Cassazione una prosecuzione del rapporto

  • oltre il limite di età normativamente previsto
  • e per il solo effetto di una convenzione tra le parti

si tradurrebbe nella violazione di disposizioni imperative riguardanti l’assunzione o l’impiego di lavoratori.

Risoluzione d’Ufficio Dipendenti Pubblici: si resta senza lavoro e senza pensione?

Dunque secondo i giudici in mancanza di un intervento legislativo che faccia chiarezza sul punto, tutti i dipendenti pubblici che ,pur non possiedono i requisiti di anzianità contributiva, non avessero presentato domanda nei termini al proprio ente, raggiunti i 65 anni di età potrebbero essere collocati in pensione di ufficio. Ma con l’obbligo di attendere il sessantasettesimo anno di età per ricevere la pensione in assenza del raggiungimento dell’anzianità di servizio.

In conclusione con questa sentenza, quindi, i dipendenti pubblici vicini al compimento dei 65 anni sono a rischio: se non presentano la relativa domanda per lavorare fino ai 67 anni, possono essere lasciati a casa d’ufficio e dover aspettare due anni prima di vedere il primo assegno della pensione.

A questo link il testo completo della Sentenza.

 

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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Roberto
Roberto
20 Luglio 2020 8:04

se dovesse succedere questa cosa in Italia viene la rivoluzione…. come è possibile lasciare una persona che ha lavorato oltre quarantanni a casa e con moglie a carico senza pensione e spese da pagare tutti i mesi ? ma poi dove si va’ a fare questa domanda per lavorare ulteriori 2 anni ? Grazie