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Sblocco Contratti nella PA: si accorciano i tempi?

lentepubblica.it • 9 Maggio 2017

Balancing the AccountsGoverno finalmente pronto a sbloccare i contratti nel pubblico impiego per oltre 3 milioni di dipendenti? Il Ministro della Funzione Pubblica assicura la volontà di accorciare i tempi per il rinnovo dei contratti. Tutti i dettagli.


Governo pronto a sbloccare i contratti nel pubblico impiego. Lo sottolinea la titolare della Funzione Pubblica, Marianna Madia, spiegando che l’atto di indirizzo che darà il via alla trattativa sarà inviato all’Aran “dopo l’approvazione definitiva dei decreti della riforma della pubblica amministrazione del Consiglio dei ministri, quindi a giugno o comunque prima dell’estate”.  Una tempistica che rispetta l’impegno preso di arrivare allo sblocco dei contratti subito dopo il via libera definitivo al Testo unico del pubblico impiego da parte del Cdm che avverrà “questa o la prossima settimana. Comunque, entro il mese di maggio, – ha detto il ministro – chiudiamo la fase legislativa”. ha dichiarato Madia.

 

I due decreti, contenenti le norme che di fatto riorganizzano la Pa, a cominciare dalle disposizioni sui licenziamenti disciplinari alla stabilizzazione del precariato storico, l’altro, per il superamento della legge Brunetta in merito ai criteri di assegnazione dei premi di produttività, hanno ottenuto tutti i pareri dalle commissioni parlamentari, dal Consiglio di Stato, dalla Ragioneria e ottenuto l’intesa con le Regioni. Manca dunque l’ultimo miglio affinché diventino legge.

 

La novità coinvolge circa 3,3 milioni di dipendenti impiegati nelle Pubbliche Amministrazioni con un costo stimato nell’ulti­mo Documento di economia e fi­nanza, di 2,8 miliardi di euro. Lo stanziamento dovrebbe essere sufficiente a dare piena attuazione all’intesa raggiunta lo scorso dicembre con la parte sindacale che prevedeva l’erogazione di un aumento contrattuale medio di 85 euro con i rinnovi 2016-2018. La logica, si legge nel DEF, sarà quella della piramide rovesciata cioè con l’obiettivo di valorizzare chi ha più sofferto della crisi, dunque su chi ha retribuzioni inferiori. Al momento, le risorse disponibili, dopo l’iniezione di fondi messa a punto con la legge di Bilancio 2017, consentono di attribuire, si spiega nelle bozza del Def, un beneficio medio di circa 35,9 euro mensili. Per centrare gli 85 euro di incremento stabiliti nell’intesa preliminare tra Governo e sindacati occorrono, si calcola, 1,6 miliardi di euro per il pubblico impiego del settore “Stato”, una posta da inserire nella prossima legge di Bilancio. Il Governo troverà anche una soluzione giuridica per non penalizzare i lavoratori che oggi percepiscono il bonus di 80 euro e che rischiano di perderlo con l’incremento salariale. Sono circa 200mila i dipendenti pubblici che si trovano in tale condizione.

 

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it)
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