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Slittamento età pensionabile nel 2016: l’analisi dell’INPS

lentepubblica.it • 22 Luglio 2016

salvaguardia, previdenza fisco pensioniIl rapporto dell’Inps relativo ai flussi di pensionamento nelle gestioni private dei primi sei mesi dell’anno mostra una riduzione degli assegni liquidati nel primo semestre del 2016 rispetto all’anno scorso. Diminuisce il numero di pensioni liquidate nel primo semestre del 2016. E sale l’età pensionabile media. E’ questo l’effetto combinato della Legge Fornero certificato dall’Inps nel monitoraggio generale dei flussi dei trattamenti pensionistici pubblicato ieri dall’Istituto relativi ai primi sei mesi del 2016 e all’anno 2015. Il documento riguarda, in particolare, gli assegni pensionistici liquidati a carico dell’assicurazione generale obbligatoria (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti nel complesso comprensivo delle contabilità separate e degli ex Enti creditizi e nelle gestioni autonome dei Coltivatori Diretti Mezzadri e Coloni, degli Artigiani, dei Commercianti e dei lavoratori Parasubordinati) con inclusione anche dei dati relativi agli assegni sociali.

 

Ebbene nel primo semestre 2016 si è verificata una contrazione delle pensioni liquidate rispetto agli analoghi valori riferiti all’anno precedente a causa dell’adeguamento dei requisiti di età ed anzianità all’incremento di quatto mesi della speranza di vita registrato dall’Istat. Un effetto, ricorda l’Inps, che è intervenuto a partire dal mese di febbraio 2016 per esaurirsi a partire dal mese di giugno 2016. Così mentre nei primi sei mesi dell’anno l’età media totale di pensionamento (considerando cioè entrambi i generi) è risultata essere, nel FPLD, di 65,1 anni per la pensione di vecchiaia (era lo stesso livello nel 2015) è cresciuta quella per la pensione anticipata (o la ex di anzianità per chi la ha mantenuta) passando, in media, da 59,9 anni a 60,4 anni.

 

Lo slittamento ha interessato anche le gestioni degli autonomi: per i Coltivatori Diretti Mezzadri e Coloni, l’età media totale di decorrenza della pensione di vecchiaia è salita dai 68,2 mesi del 2015 ai 69,7 anni, quella anticipata da 59,9 a 60,4; per gli Artigiani l’età media per il pensionamento di vecchiaia è rimasta sugli stessi valori del 2015 (66,1 anni nel 2016 contro i 66,3 nel 2015) mentre quella anticipata è salita a 60,9 dai 60,4 anni nel 2015. I Commercianti sono andati in pensione di vecchiaia – in media – a 66, 5 anni nel 2016 e a 66,4 anni nel 2015, mentre per la pensione anticipata i valori sono stati di 61,4 anni per il 2016 e di 61 anni per il 2015. Infine, per quanto riguarda i Parasubordinati, l’Inps considera la sola pensione di vecchiaia (l’anticipata ancora non si può maturare in quanto la gestione è decollata nel 1996), con un’età media alla decorrenza di 68,9 anni per il primo semestre 2016 e di 67,9 anni per il 2015.

 

Altro dato che fotografa il rapporto dell’Inps è il calo del numero di prestazioni liquidate nei primi sei mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2015. Contrazione che colpisce soprattutto le donne nel Fpld e nelle Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi (con esclusione dei Parasubordinati) a causa del duro innalzamento del requisito di vecchiaia previsto dalla Legge 214 del 2011,rispettivamente pari a 18 mesi per le lavoratrici dipendenti del settore privato e un anno per le lavoratrici autonome. Osservando gli indicatori statistici desunti dai dati del primo semestre del 2016 rispetto a quelli del 2015, l’Inps, rileva una minore consistenza delle pensioni di vecchiaia rispetto a quelle di anzianità/anticipate. Infine sempre in confronto al dato complessivo del 2015, nel primo semestre 2016 si registra nelle liquidazioni un peso superiore della componente femminile, ed una sostanziale stabilità della componente di trattamenti ai residenti del Nord.

 

Requisiti generali. Quest’anno, come si evince dalla grafica allegata, è possibile uscire con 42 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall’età anagrafica oppure con 66 anni e 7 mesi di età e 20 di contributi (pensione di vecchiaia). Le lavoratrici possono accedere alla pensione anticipata con 41 anni e 10 mesi di contributi oppure alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi se dipendenti pubbliche, 65 anni e 7 mesi se dipendenti del settore privato e 66 anni e 1 mese se autonome o parasubordinate. Per la prestazione di vecchiaia servono sempre almeno 20 anni di contributi (che scendono a 15 nei casi in cui il lavoratore possa giovarsi delle deroghe amato: vedi quindicenni).

 

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it) - articolo di Valerio Damiani
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