Lo Smart Working negli Enti Locali dopo il DPCM 3 Novembre: la nota operativa

Simone Chiarelli • 17 Novembre 2020

smart-working-enti-locali-dpcm-3-novembreDisponibile la nota operativa sulla ridefinizione delle attività indifferibili ai fini dell’applicazione dello smart working in applicazione del DPCM 3 novembre 2020.


Il documento dell’Anci analizza le disposizioni contenute nel DPCM 3 novembre 2020 che maggiormente impattano sul personale, ridefinendo i contorni dell’utilizzo di modalità di lavoro agile negli Enti locali.

Lo Smart Working negli Enti Locali dopo il DPCM 3 Novembre

Tra le disposizioni contenute nel DPCM 3 novembre 2020 che maggiormente impattano sul personale vi sono quelle che ridefiniscono i contorni dell’utilizzo di modalità di lavoro agile negli Enti locali.

Sotto questo profilo rilevano:

  • la misura che reintroduce, per le pubbliche amministrazioni situate negli ambiti territoriali caratterizzati da uno scenario di massima gravità (c.d. zone rosse), il concetto di indifferibilità. In particolare i datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell’emergenza. Dunque il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in modalità agile;
  • le misure che dispongono la sospensione di attività con riferimento a tutto il territorio nazionale. Come ad esempio le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura.

Attività non indifferibili e da svolgere in presenza

Un aspetto che è stato affrontato già nella prima fase dell’emergenza riguarda la possibilità di reimpiego del personale ordinariamente assegnato ad attività sospese in ragione dell’emergenza. Vale a dire al reimpiego in attività considerate non indifferibili e da svolgere necessariamente in presenza.

Con riferimento alle misure organizzative che possono essere adottate dalle amministrazioni è possibile suggerire i seguenti passaggi operativi:

  1. Individuazione delle attività indifferibiliche devono necessariamente essere rese in presenza.
  2. e Individuazione di tutte le attività chepossono essere svolte a distanza.
  3. infine Individuazione di eventuali attività differibili che non possono essere rese a distanza.

Il tutto contestualizzando ai contenuti del nuovo DPCM le indicazioni contenute nel Quaderno operativo ANCI n. 22, di marzo 2020, L’organizzazione degli uffici in emergenza covid-19: servizi indifferibili, lavoro agile semplificato, nuovi permessi e congedi.

Per ciascuna delle attività di cui ai punti 1 e 2, l’Ente procede per questo motivo:

  • all’individuazione del personale assegnato
  • e alla definizione dieventuali modalità di rotazione dei lavoratori.

Infine, al punto 3, si pone l’esigenza di valutarne le modalità di impiego, attraverso misure organizzative che ciascuna amministrazione potrà adottare in base alle proprie specifiche esigenze.

A questo link il testo completo della nota operativa.

Il videocommento del Dottor Simone Chiarelli

Per illustrare, in maniera sintetica ma anche approfondita di questa nuova nota operativa Simone Chiarelli, dirigente di Pubblica Amministrazione Locale ed esperto in questioni giuridiche di diritto amministrativo nei settori degli appalti, SUAP, e disciplina generale degli Enti locali, ha messo a disposizione un video.

Qui di seguito potete consultare il video completo con la spiegazione del dottor Simone Chiarelli.

 

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Fonte: articolo della redazione, video di Simone Chiarelli
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